Colombia in guerra
Una lotta controcorrente
Testo di Valentina Barile
Fotografie di Stefano Stranges

Colombia in guerra

“Guerra interna di bassa intensità”, è così che viene definito il conflitto armato colombiano. Una guerra civile che dura da sessant’anni portando con sé, oltre alla morte, le terribili conseguenze della lotta sociale: sparizioni forzate, sequestri, attentati, minacce alla vita di chi fa sentire il proprio dissenso.
Violenza e sangue disegnavano il contesto sociale colombiano già prima dell’ascesa di Pablo Escobar a leader del cartello di Medellín e a maggior produttore-distributore di cocaina del mondo, quando l’impero dell’oro bianco era nelle mani di una regina: Griselda Blanco, la più efferata dei narcotrafficanti.

Chachaue - Colombia - Stefano Stranges march 2022-13

Dipartimento del Nariño, Colombia - Cordigliera delle Ande Centrali

Lo Stato ha un ruolo fondamentale in questa lunga storia di violenza, giocando la sua partita con i cartelli della droga che rispetto al passato hanno cambiato forma e struttura, restando comunque la legge attuale. Gli altri attori in scena sono le FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia), l’ELN (Ejército de Liberación Nacional) e i paramilitari – gruppi armati di sinistra i primi due e di destra l’ultimo – che dialogano attraverso il fuoco, insanguinando le teste degli innocenti. Sulle strade della Colombia, oggi, sono gli uomini dell’esercito a garantire la viabilità; quando alzano il pollice significa che è possibile procedere in sicurezza ma appena dopo il tramonto ogni azione risponde a una legge diversa perché la Panamericana Sur diventa la via dei banditi.

Dipartimento del Cauca, Colombia – Militari sulla Panamericana Sur, alle porte di Cali

Il dipartimento del Nariño, regione del Pacifico confinante a sud con l’Ecuador, è il più grande produttore di coca dello stato colombiano con una percentuale del 40%. A favorire il traffico è lo sbocco sull’oceano, a ovest, che viene convogliato su Tumaco, la cittadina portuale riconosciuta come l’epicentro mondiale del commercio della droga, il punto in cui viene smistata per essere inviata negli Stati Uniti e in Europa. Il Nariño, attraversato prevalentemente dalla Cordigliera delle Ande, conserva storie di resistenza umana che si annidano negli angoli più remoti. Chiunque in Colombia soffre di una sparizione in famiglia o nel contesto personale più prossimo. Nel peggiore dei casi, c’è chi ha subito un episodio di violenza sulla propria pelle, e se può condividerlo significa che è sopravvissuto.

Dipartimento del Nariño, Colombia – Samaniego. Harold Wilson Montúfar Andrade nell’Espacio educativo para la paz y el buen vivir

La lotta contro un sistema criminale consolidatosi nel tempo è il faro per una nuova esistenza che Harold Wilson Montúfar Andrade – difensore dei diritti umani, coordinatore dell’Instituto Alexander von Humboldt e direttore dell’Espacio educativo para la paz y el buen vivir insieme alla ONG italiana Oikos – chiama “pervivencia”, letteralmente sopravvivenza, la vita che segue alla morte scampata. Harold è uno dei pochi fortunati a poter raccontare le sette volte in cui è stato sequestrato e rilasciato.

Sande - Colombia - Stefano Stranges march 2022-166

Dipartimento del Nariño, Colombia - Samaniego. Harold Wilson Montúfar Andrade nell' Espacio educativo para la paz y el buen vivir

Di lacrime e desaparecidos racconta Doña María, dall’anima torturata per i suoi due figli uccisi e suo marito scomparso, ritratti insieme alle altre vittime sullo striscione che tiene appeso in sala da pranzo e che porta con sé in ogni manifestazione di protesta. Doña María come Martha Lucia Ceballos Vega, difensora dei diritti umani, e Gloría María Achicanoy López, membro dell’Associazione di vittime di sparizioni forzate, sono l’effetto di una lotta controcorrente che trascina nel suo fluire il dolore, le ferite e il sangue di generazioni di colombiani che non trovano pace. La re-esistenza, frutto di lotta, perdita, angoscia, è la possibilità di esistere ancora seppur con il “senza”. Jhon Jairo Paz gestisce il “Moneta, café y memoria”, lo spazio sociale di Pasto; un luogo di ascolto, di conforto, di speranza: quartier generale di studenti, volontari e attivisti che lavorano per la libertà e aiutano le vittime del conflitto nelle informazioni relative ai propri cari.

Una Lotta contro-corrente

Dipartimento del Nariño, Colombia - Doña María, 69 anni, vive nella periferia di Pasto. È stata costretta ad abbandonare la sua casa in un piccolo villaggio rurale della regione

Nelle piantagioni di caffè si confondono i riti ancestrali e le nuove forme di economia che chiedono di affermarsi. Per molti agricoltori, la coltivazione della coca rappresenta l’unica certezza di sopravvivenza, assicurando una massiccia fonte di reddito corrispondente a un introito di 30,00 euro al giorno che permette di vivere una buona qualità di vita rispetto alla media. Nel dipartimento del Nariño si stimano più di 50000 ettari di terra coltivata a coca; molte delle foreste esistenti sono state distrutte per essere adibite a piantagioni perché garantiscono i requisiti climatici adatti alla crescita della pianta.

Una Lotta contro-corrente
Dipartimento del Nariño, Colombia – Doña María, 69 anni, vive nella periferia di Pasto. È stata costretta ad abbandonare la sua casa in un piccolo villaggio rurale della regione.

Alcune delle riserve indigene mostrano i segni del martirio ambientale e sociale compiuto dal narcotraffico. “La Profundidad” è il paradiso terrestre di Samaniego (cittadina dipartimentale al confine con l’Ecuador), un’area che è stata sminata tra il 2007 e il 2010, e che attualmente è destinata a diverse coltivazioni tra le quali prevalgono quelle illegali di coca e di papavero. I fertilizzanti e i pesticidi impiegati nelle piantagioni, e la benzina per la successiva lavorazione delle foglie, vanno poi a contaminare le acque del Rio San Juán e di altri fiumi sacri ai nativi. 

Popayan - Colombia - Stefano Stranges march 2022-3

Dipartimento del Nariño, Colombia - Popayán, Alcibiades Trujillo Ortega, ex leader del movimento LGBT e delle vittime del conflitto armato

Le comunità indigene e contadine resistono alla guerra civile perdendo risorse economiche e umane. I “graneros cafeteros” come Wilmer, Raúl, Javier, Rocío decidono di coltivare caffè rispettando i parametri della ecosostenibilità. Di conseguenza, la produzione di caffè o di canna da zucchero non sono così redditizie se si considerano i costi di esportazione, ma ci sono persone che si oppongono e lottano in questo modo, virando controcorrente. Wilmer rivela che più volte i narcotrafficanti gli hanno proposto di acquistare il suo terreno in cambio di grosse somme di denaro, ma lui non ha mai ceduto; non riuscirebbe a vivere senza le terre ereditate dalla sua famiglia. 

I nativi Awá, nella foresta perduta del Sande al confine con l’Ecuador, vivono senza rete e farmaci. Non credono nella medicina occidentale, hanno paura. Tutto ciò che è occidentale li spaventa, anche se si tratta di un vaccino che salva la vita. Si curano con le piante medicinali che trovano in foresta, quando la foresta non è distrutta. In molti dei territori colombiani, che in passato erano sotto il controllo delle FARC, oggi sventola la bandiera dell’ELN, gruppo armato più “moderato” che si identifica con il popolo e lotta per la difesa dei territori dall’estrazione mineraria illegale, dal commercio della coca – in parte finanziato dagli Stati Uniti e dallo stesso stato colombiano – e dalla microcriminalità.

L’ELN risolve la delinquenza con la “limpieza social”, giornate preannunciate di “pulizia sociale” che hanno l’unico scopo di eliminare persone specifiche che non si attengono alle leggi, anche quelle riconosciute solo dal proprio statuto.

Samaniego - Colombia - Oikos - Stefano Stranges march 2022-205
Dipartimento del Nariño, Colombia – Samaniego, scritte sui muri attestano il controllo dell’ELN – Esercito di Liberazione Nazionale – sul territorio

Nella maggior parte dei casi, però, capita che nei conflitti a fuoco perdono la vita anche le persone capitate lì per caso. È su questo tema, infatti, che stanno lavorando alcuni leader dei diritti umani come Harold: giungere a una tregua con il “Pacto local de paz”. 

Sande - Colombia - Stefano Stranges march 2022-93

Dipartimento del Nariño, Colombia - Riserva indigena “El Sande”, antiche sculture rupestri Sindawa nel sito sacro di Piedradecara

Si lavora affinché lo Stato accetti l’eradicazione delle piantagioni di coca volte al traffico illegale di stupefacenti e, non solo, anche per la bonifica dei territori dalle mine, che insieme agli episodi di guerriglia mietono vittime. Ci sono municipi in cui è impossibile accedervi per l’enorme quantità di mine inesplose, territori in cui è complicata la vita per gli stessi residenti che si ritrovano in ostaggio nella propria casa, nella propria terra, senza una via d’uscita.