”Oggi in Pakistan i cristiani, tra cattolici e protestanti, sono il 2% della popolazione. Il problema è che i cristiani sono vittime della discriminazione e questo ha costretto gran parte della minoranza cristiana a dover vivere facendo i lavori più umili. Poi, un’altra difficoltà che abbiamo come cattolici, è che parte della popolazione islamica del Pakistan ritiene che i non musulmani siano diversi e che non debbano godere dei loro stessi diritti. Non è una legge scritta, è un pregiudizio insito nel tessuto sociale di questo Paese”. A parlare è Joseph Coutts arcivescovo di Karachi e presidente della Conferenza episcopale del Pakistan che ha rilasciato un’intervista esclusiva per Gli Occhi della guerra.

Eccellenza, per comprendere la realtà della comunità cristiana in Pakistan occorre partire da un concetto: in Pakistan è in atto una persecuzione o una discriminazione nei confronti dei cristiani?

“Ufficialmente, per la legge, noi siamo cittadini come gli altri e non ci sono differenze. Ma ora sta avvenendo una forte radicalizzazione dell’Islam nella società. Un Islam sempre più integralista sta prendendo piede. Negli ultimi anni abbiamo assistito a eventi mai visti prima: chiese attaccate e cristiani uccisi e attentati contro la popolazione. Un Islam armato e militante sta rafforzandosi e gruppi come Daesh e i Talebani influenzano la gente. Tutto ciò rende la vita sempre più difficile per noi. E non è il governo a attaccarci, essendo anche lui minacciato dai terroristi. Quindi quando si parla di persecuzione questa avviene solo da parte di questi gruppi islamisti. Cosa diversa è la discriminazione”

La discriminazione è invece dovuta principalmente alla legge contro la blasfemia che può colpire chiunque in modo arbitrario…

“I cristiani oggi, a causa della propria fede, sono discriminati. Nelle scuole, nei posti pubblici, nel mondo del lavoro. E la legge sulla blasfemia è uno dei fattori che contribuiscono a far si che ci sia questa situazione. La legge è stata introdotta durante la dittatura di Muhammad Zia. È una legge che può essere usata molto facilmente in modo arbitrario e vittime dell’ uso improprio che ne viene fatto non sono solo i cristiani, ma anche i musulmani stessi. Se per esempio il Corano ti cade accidentalmente dalle mani, qualcuno può accusarti di averlo gettato a terra di proposito e quindi finisci a processo con l’accusa di esserti comportato in modo blasfemo e sacrilego nei confronti del Libro Sacro. E ricordiamoci che la pena per questo tipo di reati è la condanna a morte. Diverse persone inoltre sono state uccise anche da un effetto collaterale della legge, ovvero la rabbia e il fanatismo. In diversi casi è bastato che si diffondessero delle semplici voci d’accusa nei confronti di qualcuno perchè la folla lo linciasse dicendo che si trattava di un blasfemo che aveva infangato il Profeta. Poi, è capitato anche che alcuni processi siano stati falsati dalle minacce che i giudici hanno ricevuto. Ci sono stati episodi di giudici uccisi per avere assolto innocenti dall’accusa di blasfemia”