“Siamo venuti a dire ai cristiani d’Egitto che non sono soli. Non è più il tempo di dire solo “resistete”, ma di resistere con loro” spiega Alessandro Monteduro, direttore di Aiuto alla chiesa che soffre. Dal 2011 la fondazione pontificia ha finanziato

in Egitto progetti per oltre 4 milioni e mezzo di euro in sostegno alla comunità cristiana sotto tiro. Monteduro ha visitato i luoghi più significativi e a rischio dei copti assieme al vescovo di Carpi, Francesco Cavina ed il vicario generale,

don Massimo Fabbri. La delegazione è stata ricevuta anche dal patriarca Tawadros II, il Papa dei copti ortodossi.
Aiuto alla chiesa che soffre ha investito 76.300 euro nella messa in sicurezza delle chiese minacciate dai Fratelli musulmani

nel 2013 e adesso sotto attacco dei terroristi dello Stato islamico. Per i luoghi di culto cristiani rimessi in piedi dopo le devastazioni sono stati spesi 91.000 euro. Altri 124mila euro sono andati a chi ha perso tutto a causa delle violenze anti cristiane e alle famiglie delle vittime.

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