La Germania di Angela Merkel è sempre di più un campo di battaglia. Accoltellamenti, guerriglie urbane e saluti nazisti sono ormai all’ordine del giorno. Basta ripercorrere alcuni fatti di cronaca dell’ultimo mese e mezzo per avere un’idea della tensione che sta letteralmente dividendo intere città. Eccone alcuni: a fine agosto un cittadino tedesco-cubano viene accoltellato a morte a Chemnitz, gli indagati sono due richiedenti asilo. Iniziano a susseguirsi manifestazioni e contro manifestazioni.

Poi è la volta di Kothen, cittadina a sud di Berlino. Un ragazzo tedesco di 22 anni viene massacrato di botte da due richiedenti asilo afghani. E ancora giù con manifestazioni cariche di odio. Da una parte ci sono gli estremisti di destra, i neonazi, ai quali spesso si affiancano semplici persone esasperate. In ogni caso, chi sta da quel lato della barricata viene definito automaticamente un nazista. Fine. Dall’altra parte, invece, ci sono estremisti di sinistra, gli antifa,o semplicemente persone e basta. Anche in questo caso le sfumature contano ben poco. Ma andiamo sempre con ordine.

Venerdì 28 settembre a Ravensburgun richiedente asilo inizia a correre per strada accoltellando la gente. I feriti in totale saranno tre, di cui uno tuttora in condizioni gravi. A fermare l’uomo in attesa che arrivasse la polizia è stato il sindaco della città. “Ero per caso lì vicino – ha spiegato Daniel Rapp, e mi sono diretto verso il posto”, a Marienplatz. “Mi sono trovato davanti quell’uomo, che aveva in mano un coltello insanguinato e mi ha minacciato. Gli ho detto di fermarsi, e che avrebbe dovuto posare il coltello a terra, e così ha fatto. Poi è arrivata la polizia”. L’aggressore ha ferito tre persone, a poca distanza l’una dall’altra. Una di queste è in condizioni molto gravi in ospedale.

Due giorni fa, poi, sono stati arrestati in Germania sei neonazisti, membri di una cellula che la polizia tedesca ha definito una “associazione terroristica di estrema destra” ribattezzata “Rivoluzione Chemnitz”. La procura anti-terrorismo spiega che la cellula progettava attacchi non specificati da compiere mercoledì tre ottobre, in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della riunificazione della Germania nel 1990. Ennesimo focolaio di tensione, dunque.

C’è un fatto che nessuno dice o scrive, però,  a proposito di questa città di 250mila abitanti che apparentemente sta diventando luogo simbolo dei neonazi di ultima generazione. Qui ad avere paura non sono solo gli immigrati o le persone di colore. Qui ad avere paura sono tutti. “Non posso metterci la faccia, perché se dico come la penso poi gli Antifa distruggono il negozio di mio padre”, racconta a Gli Occhi delle Guerra una ragazza di Chemnitz che abbiamo cercato di intervistare.  Una ragazza normale che non si definisce né di destra né di sinistra ma semplicemente ne ha abbastanza della politica sregolata dell’accoglienza firmata Merkel. Mentre un’altra ragazza del posto, Claudia,  ci racconta il suo punto di vista:

“Chemnitz non è una città di estrema destra, le manifestazioni non sono manifestazioni di estrema destra. La maggior parte delle persone non sono né di sinistra né di destra. Siamo solo persone comuni. E vogliamo più equità, più sicurezza riguardo ai crimini legati all’immigrazione, più sicurezza sulle pensioni quando invecchiamo. E chiediamo al nostro governo e ai media di dire la verità. C’è un problema con l’immigrazione clandestina, c’è un problema con i rifugiati criminali, non c’è quasi nessun piano per l’integrazione dei rifugiati, c’è pericolo per le donne alla sera, c’è disparità nei tribunali. Queste sono cose che rendono le persone arrabbiate. Ecco perché la gente scende in piazza a Chemnitz. Non si tratta di intolleranza e razzismo (anche se ci potrebbe essere un piccolo numero di persone che è di estrema destra, ma non si tratta della maggioranza)”.

Fine della digressione. Torniamo alla Germania violenta. L’ultima notizia in ordine di tempo arriva ieri e risale a venerdì scorso. Un giornalista è stato aggredito e ferito con un’arma da taglio da tre assalitori nella città di Naumburg, nello stato della Sassonia-Anhalt. I tre hanno provocato il 59enne, sputando sulla sua auto. Uno di loro ha poi fatto un saluto nazista. A questo punto l’uomo avrebbe cercato di parlare con i suoi aggressori, ma uno lo ha violentemente colpito e ferito allo stomaco con un oggetto affilato.

La popolazione tedesca è divisa. E il governo ancora di più. Secondo un recente sondaggio dell’agenzia Infratest-Dimap, il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) ha sorpassato per la prima volta i socialdemocratici, affermandosi addirittura come seconda forza politica nel Paese dopo i cristiano-democratici di Angela Merkel.

Insomma, la Germania dell’accoglienza sta esplodendo. E un motivo, in fondo, ci sarà.