Tbilisi – Sale la tensione in Georgia, mentre nel Paese si vota per le elezioni parlamentari. Sebbene il partito di governo, Sogno Georgiano, fondato dal magnate Bidzina Ivanishvili, e guidato dall’attuale primo ministro Giorgi Kvirikashvili, sembra essere in testa, secondo alcuni sondaggi, il risultato elettorale resta più che mai incerto. In questa tornata elettorale, infatti, sempre secondo i sondaggi, sono moltissimi gli indecisi. Non sono mancati, inoltre, incidenti e provocazioni. Come non sono mancate le accuse reciproche tra i due maggiori partiti, che non si sono fermate neppure in queste ore, in cui i georgiani si stanno recando ai seggi per eleggere il nuovo parlamento.

Il leader del principale partito di opposizione, Movimento Nazionale Unito (UNM), David Barkadze, nella giornata di venerdì aveva denunciato il “clima di violenza che ha caratterizzato la campagna elettorale”, con riferimento ad una sparatoria, avvenuta una settimana fa durante un comizio elettorale nella città di Gori, e ad un attentato di pochi giorni fa, in cui un candidato dell’UNM è rimasto ferito in seguito all’esplosione di un ordigno piazzato nella sua auto a Tbilisi. Nella tarda serata di venerdì, alla vigilia del voto, in una conferenza stampa, il governo georgiano ha annunciato il lancio di una vasta operazione di polizia per arrestare i colpevoli dell’attentato subito dal candidato del Movimento Nazionale Unito nella capitale. Secondo il governo, il responsabile dell’attentato sarebbe un uomo legato allo stesso partito UNM, arrivato recentemente in Georgia dall’Ucraina. Il governo georgiano ha quindi fatto sapere che il partito dell’ex presidente Mikheil Saakashvili, stava preparando un “attacco terroristico” nel Paese. Nei giorni scorsi il partito di governo, Sogno Georgiano, aveva già accusato l’UNM di voler orchestrare una nuova rivoluzione nel Paese, facendo riferimento ad una conversazione registrata in cui una voce, dal timbro simile a quella dell’ex presidente, forniva istruzioni ai membri del partito per “organizzare una rivoluzione”. La pubblicazione dell’audio è stata definita dallo stesso Saakashvili una montatura “mal riuscita”.

Ma il rischio, secondo il governo, è quello che i risultati elettorali possano essere sovvertiti attraverso provocazioni di questo tipo. L’ex leader della Rivoluzione delle Rose e attuale governatore di Odessa, Mikheil Saakhashvili, infatti, non può tornare in Georgia per via delle gravi accuse che pendono su di lui e dei processi penali che lo attendono nel Paese. Ma in più di un’occasione, negli scorsi giorni, attraverso dei videomessaggi proiettati durante la campagna elettorale nelle manifestazioni dell’UNM, proprio Saakashvili, da Odessa, aveva annunciato che presto sarebbe tornato vittorioso in Georgia. Negli ultimi quattro anni il Paese, guidato da Sogno Georgiano, ha conosciuto un periodo di relativa stabilità. Per questo, nonostante le tensioni, la campagna elettorale si è svolta in maniera tranquilla rispetto agli anni passati, e i georgiani si stanno recando al voto in un clima abbastanza sereno. La maggioranza delle persone, infatti, non ha interesse in una nuova rivoluzione, ma desidera stabilità. Per questo probabilmente, il risultato che uscirà dalle urne evidenzierà la volontà di continuità rispetto al passato recente. Anche se non mancano i “nostalgici” del governo di Saakashvili.

Di chiaro orientamento filo-occidentale, la priorità dell’attuale partito di governo, infatti, è stata quella di proseguire sul cammino verso la Nato e l’Unione Europea. Ma, a differenza del dell’ex presidente Saakashvili, che nel 2008 ha portato la Georgia a scontrarsi militarmente con Mosca, il partito di Ivanishvili ha scelto di portare avanti una politica pragmatica con la Russia, nonostante le relazioni diplomatiche siano inesistenti a causa dell’Abkhazia e dell’Ossezia del Sud, che la Russia riconosce indipendenti, presidiandone il territorio con le proprie truppe. Pur non transigendo sul ripristino dell’integrità territoriale georgiana, il partito di Ivanishvili, ha scelto di mantenete un canale di dialogo con Mosca, lasciando la porta aperta in molti settori: dal commercio al turismo. A poche ore dallo spoglio dei voti, i risultati, quindi, appaiono più che mai incerti. E non si escludono colpi di scena.

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