Il Belgio non è esente dalle dinamiche politiche degli ultimi anni avvenute in Europa: perdita costante di consensi da parte dei partiti tradizionali, crisi del sistema politico instauratosi nel dopoguerra, ascesa di nuove formazioni. Eugenia Fiore, nel suo reportage dell’ottobre del 2018, viaggia proprio in un Belgio dove instabilità politica, bassa percezione di sicurezza e precarietà del lavoro, spingono sempre più in avanti nuovi partiti. C’è però una particolarità di non poco conto: se anche qui infatti i populisti ed i verdi sembrano avanzare, proprio come nel resto d’Europa, è il partito islamico l’altra novità di non poco conto degli ultimi mesi.
Una realtà che sembra incredibile, ma che è assolutamente vera: Eugenia Fiore ha intervistato, tra gli altri, anche il presidente del partito islamico, Abdelhay Bakkali Tahiri. Candidato alle prossime elezioni comunali a Bruxelles, Tahiri non nasconde i programmi politici del partito: imporre la Sharia, tanto in Belgio quanto in Europa. Il partito continua a fare proseliti ed a crescere specie tra le fasce più povere dei migranti di fede musulmana presenti nel paese. Una situazione che viene forse sottovalutata dai media, ma che preoccupa e non poco le autorità.

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