“Noi abbiamo tutto il diritto di imporre la sharia qui in Belgio, nel modo che vogliamo”. In un cafè della città cuore pulsante dell’Europa, Abdelhay Bakkali Tahiri – presidente del partito Islam e candidato alle elezioni comunali- racconta a Gli Occhi della Guerra le sue proposte per un “Paese più giusto”. Insieme a lui, c’è anche il vice-presidente del movimento, Talal Magri. Quando entro nel locale si alzano e accennano a venirmi incontro ma, una volta face-à-face, non mi allungano la mano per stringermela. Un non-gesto che mi lascia alquanto interdetta. Ma proseguiamo. Tahiri è candidato sindaco, Magri, invece, si presenterà alle Europee di maggio. “Non abbiamo paura a dire che vogliamo imporre la sharia, perché la sharia è compatibile all’80% con la Costituzione”, spiega il presidente. “E tutto questo non ha nulla a che fare con lo Stato islamico o con il fatto di tagliare teste ecc…Sharia significa unità e solidarietà”, afferma. Tutto e niente, quindi.

Il partito è nato nel 2012 e ad oggi ha tre eletti in diversi Consigli comunali della capitale europea. Nel volantino di presentazione si legge che a spingere alcuni cittadini a riunirsi e a fondare il movimento è stata “l’inumanità” che si respira nel Paese: “La mentalità dei nostri dirigenti deve evolvere affinché accettino che si possa essere belgi e musulmani allo stesso tempo”. Vogliono che il Belgio diventi “il cuore del mondo” e non solo dell’Europa. Un Paese in cui anche i musulmani possono dettare regole. Le loro regole. Come ad esempio il fatto di proporre la segregazione della donne sui mezzi pubblici. “Tantissime donne ogni giorno denunciano molestie all’interno di autobus e metro. Per questo riteniamo che per venire incontro alle donne più fragili ci debba essere questa divisione”.

Le loro proposte ruotano tutte intorno alla parola sharia. “Sharia non è solo l’unità di Dio. È l’unità di tutti. Per questo penso sia assurdo che una città come Bruxelles sia divisa in 19 comuni”, afferma Tahiri. E sempre sul volantino-manifesto si legge: “Perché le feste musulmane sono soggette a delle polemiche? Non potrebbero anche loro attirare turisti e investitori nelle nostre grandi città, proprio come per le feste cristiane?”.

Solo qualche giorno fa, il fondatore del partito, Redouane Ahrouch, ha fatto una previsione: “Bruxelles nel 2030 sarà a maggioranza musulmana”, ha affermato all’agenzia Adnkronos. “Il 33% della popolazione  – aggiunge – è di religione islamica. Su 1,2 milioni di abitanti, ci sono circa 400mila musulmani. Nel giro di 12 anni, nel 2030 saremo in tutto 1,3-1,4 milioni e noi saremo la maggioranza”.

Non si sa se questa previsione sia esatta. Ad ogni modo, nonostante il malcontento bipartisan nei confronti del movimento, il loro obiettivo resta chiaro: affermare una nazione islamica a tutti gli effetti nel Paese capitale dell’Unione europea.