Il Freitliche Partei Östereichs (FPÖ), il Partito della Libertà, è un partito austriaco nazional-populista, anti-sistema, euro-scettico e xenofobo. L’FPÖ è stato fondato nel 1956 da Anthon Reinthaller, ex- generale SS, detenuto per anni in un campo di prigionia degli Alleati.La base principale e le radici del FPÖ si ritrovano nelle Burschenschaften, le confraternite nazionaliste germaniche universitarie. L’imprinting di Reinthaller, e la sua volontà di creare legami più forti tra popoli di lingua germanica, fanno sì che l’ FPÖ rimanga un partito di nicchia. Per 30 anni infatti non oltrepasserà mai l’8% alle elezioni nazionali e amministrative, fino al 1986, l’anno in cui Jörg Haider diventa segretario nazionale. Haider proveniene da una famiglia nazista e conta un cursus honorum tipico di un politico FPÖ: leader della branca giovanile del partito, è anche membro di una burschenschaft. Eppure si rende conto che il partito deve adottare una strategia diversa se vuole diventare un attore rilevante dell’arena politica austriaca; è dunque necessario aggiustare l’immagine del FPÖ secondo i dettami del capitalismo europeo contemporaneo e mettere in secondo piano l’alone nostalgico per l’era nazista. Agli inizi degli anni ’90 sfrutta l’arrivo di nuovi migranti in fuga dalla guerra in Jugoslavia per ampliare le basi del partito e sottrarre voti ai Social Democratici (SPÖ) con un messaggio xenofobo.

Rispondendo al malessere economico dell’Austria degli anni ’90, l’ FPÖ prende la nuova veste di “partito dell’uomo di strada”; lascia almeno pubblicamente l’identità germanica e si concentra su quella austriaca, promettendo di restaurare sia la prosperità economica che i valori tradizionali: la famiglia, il lavoro e l’orgoglio nazionale. Haider alla guida del partito, costruisce un’alleanza trasversale tra le classi sociali, articolando gli interessi dei diversi gruppi con un solo punto in comune: l’insoddisfazione per lo status quo.L’ FPÖ si presenta come il “vero” partito che rappresenta i veri austriaci, sottrae 1/5 dei voti dei colletti blu all’ SPÖ e in una sola decade diventa il secondo partito in Austria. Un partito non più appartenente a veterani hitleriani, nazisti e brizzolati, ma che è la nuova base politica per giovani uomini della classe lavoratrice.

La coalizione governativa con il democristiano ÖVP nel 1999 è un test per il nuovo FPÖ che risulterà fallimentare: con sei su undici seggi ministeriali all’estrema destra, l’alleanza conservatrice accelera l’attuazione di riforme neo-liberali, rompendo il patto sociale con gli elettori e isolando i sindacati. Alle riforme seguono scandali di corruzione che coinvolgono membri del FPÖ, nonché lobbysti e imprenditori vicino al partito. L’ FPÖ torna all’opposizione, perde i 2/3 dei suoi elettori e nel 2005 Haider lascia per fondare l’ “Alleanza per il futuro dell’Austria (BZÖ). La leadership FPÖ passa a Heinz Christian Strache, che con l’aiuto delle Burschenschaften rimette in sesto il partito, stila un programma economico che si fonda sul liberalismo-nazionale e adotta tattiche di nuovo vincenti per il partito: “l’Austria agli austriaci” e “i nostri soldi per la nostra gente”. Strache attacca l’Unione Europea, definendola un insieme di corporazioni che si arricchiscono alle spalle degli austriaci; e pur non smorzando i toni, il segretario devia la sua propaganda razzista e anti-rifugiati rendendola politically correct con il tema della lotta al terrorismo.La lotta all’islam, e l’incitazione all’islamofobia, è l’ultimo importante passo per l’ascesa al potere del partito, che progressivamente aumenta i suoi consensi, uscendo sempre meglio dalle elezioni locali, regionali e nazionali. Nel maggio del 2016 l’ FPÖ non vince per 30.000 voti la presidenza: uno scarto di 0,6% tra il suo candidato, Norbert Hofer, e il verde Alexander Van der Bellen. L’ FPÖ rifiuta i risultati, sottoponendo alla Commissione elettorale e alla Corte Costituzionale 150 pagine in cui vengono riportate irregolarità nel corso delle votazioni; in luglio la Corte Costituzionale annulla i risultati elettorali e predispone il rifacimento del secondo turno delle presidenziali. Hofer, che ha sempre lavorato dietro le quinte e ha stilato il programma del partito nel 2011 inserendo riferimenti al nazional-socialismo, è oggi la nuova icona del partito.

Nel campo comunista di Goli Otok
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