Marco Gualazzini e Daniele Bellocchio sono stati a Cuba. Presto il loro reportage su InsideOver con il racconto di Bellocchio e le foto di Gualazzini. Vi anticipiamo qui il loro lavoro con questa foto che documenta la crisi umanitaria dell’isola
Cuba attraversa la crisi più grave dei suoi 67 anni di storia rivoluzionaria. Errori di politica interna, giro di vite repressivo, riforme economiche fallimentari e l’inasprimento dell’embargo americano voluto da Trump hanno spinto l’isola oltre il punto di rottura. Il PIL è in calo da tre anni consecutivi, l’inflazione ufficiale viaggia oltre il 14% e secondo l’Osservatorio Cubano dei Diritti Umani l’89% della popolazione vive in povertà estrema. Negli ultimi cinque anni oltre un quarto dei cubani ha lasciato il paese; chi resta invece fa i conti con blackout quotidiani, assenza di carburante, farmaci e cibo: ogni bene di prima necessità. Un medico guadagna 10mila pesos al mese, un cartone di 30 uova ne costa 3mila. A pagare il prezzo più alto di questo collasso economico e scontro geopolitico sono i cittadini cubani e tra essi i più fragili: anziani, malati e bambini. Come Crislandy, due anni e sette mesi, nato con sindrome di Down e una grave cardiopatia che gli è costata una tracheotomia: senza elettricità né apparecchiature, sua madre è costretta ad aspirargli con la bocca l’espettorato dalla trachea, oltre venti volte al giorno. La sua storia è lo specchio di un paese dove le famiglie, senza alcun’ altra possibilità, non possono che attendere, nella più totale impotenza, indigenza e frustrazione il destino che la sorte riserverà ai propri figli, mentre il paese affonda senza promesse di futuro.
LEISY ESTEBEZ RODRIGUEZ: donna di 28 anni che vive nella città rurale di Surgidero de Batabano , madre di tre figli. Christopher di 9 anni, Leandy di 4 e Crislandy di 2 anni e 7 mesi. Il più piccolo è nato con la sindrome di Down e una grave patologia cardiaca a causa della quale gli è stata effettuata una tracheotomia. Il bambino necessiterebbe di una macchina in grado di aspirare l’accumulo di espettorato per evitare che soffochi. A causa della mancanza di elettricità e risorse, i genitori non possiedono l’apparecchiatura e la madre è costretta, con la propria bocca, oltre 20 volte al giorno, ad aspirare dalla trachea del figlio l’escreato. Una storia drammatica che rivela, nella Cuba odierna, il dolore, la frustrazione e la disperazione di una famiglia che, abbandonata a se stessa, affronta, nell’indigenza più totale, la tragedia della malattia del proprio figlio non sapendo quale destino il piccolo avrà in sorte.