L’Ungheria dei nazionalisti

SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI

Siamo nel mese di luglio 2016, la crisi migratoria derivante dall’apertura della rotta balcanica inizia a ridimensionarsi, ma al tempo stesso sembra aver lasciato un segno profondo nell’Ungheria di Viktor Orban. Costanza Spocci gira il paese magiaro con l’obiettivo di mostrare il volto profondo della nazione ungherese, lì dove anche a causa dell’impressione destata dal passaggio della crisi migratoria sembrano prendere corpo i movimenti nazionalisti. Nazionalista è considerato lo stesso premier Orban, con il suo partito Fidesz è a capo di un esecutivo di centro destra che, tra i suoi obiettivi, ha quello della difesa dei confini. Ma quello del primo ministro è soltanto uno dei tanti movimenti che fanno della salvaguardia della nazione ungherese il principale obiettivo politico.

C’è ad esempio il partito considerato di estrema destra denominato Jobbik, il quale da anni appare sempre più in crescita e soprattutto ben radicato e ramificato nel territorio. Fin qui il ramo politico: nel reportage di Costanza Spocci emerge come quello del nazionalismo ungherese è un universo ancor più eterogeneo che abbraccia diversi rami. Esistono infatti anche i gruppi para militari ungheresi, così come privati cittadini che nel cuore della pianura ungherese difendono da sé le proprie terre ed i propri confini dalla possibilità di nuove crisi migratorie.


SOGNI DI FARE IL FOTOREPORTER? FALLO CON NOI