Donne incinte. Mamme con i bambini. Minorenni non accompagnati. Sul treno che da Ventimiglia arriva in Francia il rastrellamento da parte della polizia francese avviene senza “se” e senza “ma”.

Fermati, radunati, e poi rispediti al mittente. In Italia. A raccontarlo sono proprio quei migranti che nei giorni scorsi hanno provato ad attraversare la frontiera. Senza successo. Predicano bene e razzolano male, i francesi. Sul caso Aquarius, Parigi ha duramente accusato Salvini. “Su quelle navi ci sono persone, donne incinte, bambini. Ed è a loro che dobbiamo pensare prima di tutto. Io penso che la linea del governo italiano sia vomitevole”, ha tuonato Gabriel Attal, portavoce del partito del presidente francese Macron.

Eppure, prima di guardare il bucato del vicino, bisognerebbe lavare i panni in casa propria. “È la quarta volta che provo ad attraversare il confine. Ma mi respingono. Io e il mio fratellino di 15 anni siamo entrambi minorenni, ma ogni volta che proviamo a spiegarlo ai gendarmi francesi loro ci danno qualche anno in più apposta”. Yassez è seduto davanti alla stazione dei treni di Ventimiglia. Negli ultimi giorni ha già tentato di attraversare la frontiera per lasciare l’Italia e raggiungere la Francia. Ma è inutile.

Macron ha schierato la polizia alla frontiera e non fa sconti a nessuno. Neppure a donne e bambini. “Alla dogana ci schedano come 18enni o 19enni, così possono lasciarci fuori – racconta Yassez – E sai quante volte mi è capitato di vedere respingere anche donne incinte, o donne con dei bambini?”.

L’umanità non sembra poi così di casa tra chi fa la morale al Belpaese. “Due settimane fa era in treno con il mio fratellino e c’era anche questa donna – continua il migrante – Aveva tre figli con sé: uno di un anno, l’altro di tre e anche una bimba di cinque anni. Una volta arrivati a Mentone hanno respinto anche lei. La polizia francese se ne fotte, che tu sia incinta o no”.

Ventimiglia non è l’eccezione. Quel che accade tra Mentone e l’Italia succede pure a Bardonecchia, altro paese di confine. Anche qui, ogni giorno, decine di migranti vengono respinti dalla Francia e riportati in stazione. “Oggi sono una trentina”, racconta Siméon, un volontario. “La polizia francese non potrebbe respingere i minorenni, ma lo fa lo stesso. E la settimana scorsa abbiamo aiutato un’altra donna incinta. Era appena stata respinta anche lei”. Non è un caso se anche l’ong Oxfam, che da tempo aiuta i migranti al confine, ha registrato le prepotenze della polizia francese al confine. Attraverso le testimonianze dei migranti, il rapporto inquadra gli innumerevoli abusi, detenzioni e respingimenti illegali verso l’Italia. Ma siamo davvero sicuri che ad essere “vomitevoli” non siano le politiche francesi?

TRASPARENZA

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