Il reportage di Sebastiano Caputo, realizzato nel maggio del 2016, ci racconta un Paese dove la guerra è nella quotidianità di tutte le principali città e dove, a meno di un anno dall’inizio dell’intervento russo, si spera in una rapida ripresa di tutto il territorio.
Il reportage dalla Siria parla, in particolare, di una Palmira appena liberata dalla presenza del califfato e dove tutti gli orrori dell’estremismo islamico emergono in quella che prima del confitto è soprannominata la “perla del deserto”. Sebastiano Caputo descrive poi una Aleppo ancora in piena battaglia, dove la parte est risulta occupata dagli islamisti e dove i cittadini vivono con l’incubo perenne dei razzi e delle bombe lanciate dai terroristi.
Una Siria quindi nel pieno del conflitto, dove però la speranza per un futuro migliore appare come una delle principali caratteristiche di una popolazione con sulle spalle già cinque anni di guerra.