Mosul. Il minareto che pende dalla moschea Al Nuri spicca fra le colonne di fumo della battaglia per conquistare il luogo simbolo di Mosul ovest dove Abu Bakr al Baghdadi proclamò il Califfato nel 2014. Gli elicotteri lanciano dal cielo una gragnola di colpi. Le truppe speciali – gli “Scorpioni” addestrati dagli italiani – avanzano metro per metro all’ingresso della città vecchia, diventata ormai un dedalo mortale di viuzze.

Non è chiaro se la moschea sia circondata o addirittura stia per cadere, ma le truppe irachene hanno guadagnato centinaia di metri verso l’obiettivo, combattendo furiosamente, e riconquistando il bazar.La polizia federale, con le mimetiche blu chiazzate, ha liberato la stazione dei treni. Lunghe file di vagoni sono ferme sui binari in mezzo ad una totale devastazione.Le bandiere nere hanno trappolato vicoli e strade. Tre civili sono saltati per aria su una mina. Un corpo è stato tranciato a metà, mentre un altro è stato sbalzato ad una decina di metri dall’esplosione. Due paramedici volontari americani raccolgono i resti umani.unnamed (2)La polizia federale comincia ad urlare “macchine minate, macchine minate!” e ci fa salire di corsa sui mezzi Si parte a razzo ma, neanche un minuto dopo, un’esplosione pazzesca sulla nostra testa solleva una nuvola di fuoco. Il kamikaze si è fatto saltare a meno di duecento metri da noi, probabilmente alla prima postazione di difesa irachena. Il poliziotuo di scorta urla: “Ce ne sono altri due, via via!”.

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