Prendere un caffè a Damasco, per poi spostarsi ad Aleppo e raggiungere la città nel giro di quattro ore e pranzare nei pressi delle mura antiche della metropoli siriana: gesti quotidiani, che nella Siria della guerra per tanti anni è quasi impossibile fare. Il conflitto nelle due principalità città del paese è terminato, sia la capitale politica che quella economica sono oramai del tutto sotto il controllo del governo. Fulvio Scaglione, nel giugno del 2018, ci racconta nel suo reportage proprio il ritorno alla vita di Damasco ed Aleppo.

“La vera notizia è che in Siria si può fare”, racconta Scaglione: si può viaggiare da una città all’altra, si può sorseggiare un caffè nel centro della capitale, ci si può fermare per una sosta prima di entrare ad Aleppo. Gesti normali che l’allontanamento dei terroristi da queste regioni siriane rientrano nella quotidianità della popolazione. Ma nel reportage di Fulvio Scaglione c’è anche spazio per le apprensioni e le paure dei cittadini: la guerra non è ancora terminata in tutto il paese, la sicurezza non è pienamente ristabilita, molti hanno al fronte numerosi parenti ed amici.

E poi c’è anche il nodo dell’economia: con le sanzioni europee ed americane ancora in vigore, è difficile ricostruire, è dura far ripartire del tutto la produzione. Eppure dal reportage emerge una visione della Siria molto diversa da quella degli anni più neri della guerra.

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