È il 2 maggio 2014: l’Ucraina è attraversata dai moti che riguardano il cosiddetto “movimento Maidan”, dove gruppi di manifestanti e successivamente anche milizie nazionaliste chiedono non solo la fine della presidenza di Viktor Yanucovich, ma anche il posizionamento dell’Ucraina verso l’occidente. Sono settimane segnate dalla violenza in tutto il paese. Ad Odessa si tengono manifestazioni di filorussi da un lato, mentre dall’altro lato vi sono le milizie nazionaliste. La tensione monta alle stelle, finché accade la tragedia: gruppi nazionalisti aggrediscono i filorussi, alcuni di loro sono all’interno della casa del sindacato. Qui l’edificio viene dato alle fiamme, muoiono intossicati, strangolati ed in alcuni casi anche pestati almeno 38 manifestanti filorussi.

Una strage che non ha colpevoli, né tanto meno il governo sembra intenzionato a trovare i responsabili. Nel suo reportage girato tre anni dopo la strage, Giovanni Masini traccia un quadro desolante: avvocati delle vittime e giudici intimiditi dai neonazisti e nazionalisti, giornalisti minacciati di morte se scrivono sul caso, con le autorità che non fanno nulla per modificare la situazione. E così, quella odiosa strage, rimane senza colpevoli.  

CAPITOLI
  • PARTE 1

    Dove le madri non piangono i figli

    Da Odessa. Il drone ronza qualche decina di metri sopra la folla, sui palazzi circostanti i cecchini col volto coperto scrutano ogni angolo della piazza attraverso i mirini telescopici. La Casa dei sindacati di Odessa, nel terzo anniversario della strage che...

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  • PARTE 2

    Odessa: 48 vittime e nessun colpevole

    Da Odessa. Quarantotto vittime e nessun colpevole. A tre anni di distanza, è questo il triste bilancio del massacro di Odessa, dove nel 2014 decine attivisti filorussi vennero massacrati per la strada e nella Casa dei Sindacati dalle milizie nazionaliste...

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  • PARTE 3

    Odessa, l’urlo di una madre

    Da Odessa. Elena Brazevksy ha cinquant'anni e vive a Odessa, dove insegna Storia medievale all'università. Da tre anni veste di nero: la data che le ha cambiato la vita, spezzandola in due, è il 2 maggio del 2014. Quando suo...

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  • PARTE 4

    L’Ucraina fra nazionalisti e filorussi

    Da Kiev. Il viaggiatore che arriva all'aeroporto di Kiev-Boryspil' è accolto da enormi gigantografie di soldati disposte nella sala delle partenze.Un monito che serve a ricordare la guerra combattuta dall'Ucraina contro i separatisti delle Repubbliche Popolari di Donetsk e Lugansk: porzioni...

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