“È stato pazzesco. Sono salva per miracolo. Un proiettile mi ha sfiorato di un centimetro, ma almeno un civile è stato ucciso. Ad un altro hanno portato via un piede con una raffica sparata a terra e c’erano altri due feriti o moribondi”. Francesca Volpi, fotografa freelance, racconta di getto l’ultimo episodio della guerra civile ucraina. A Krasnoarmeisk, 80 chilometri da Donetsk, la “capitale” dei ribelli filo russi, uomini armati legati a Kiev hanno sparato sui civili ed in mezzo c’erano dei giornalisti. Il governo ucraino smentisce che si tratti di forze regolari, ma non la sparatoria.

Verso le 17 di domenica “una trentina di uomini in mimetica e armati, che certo non erano filo russi, hanno cacciato dal municipio gli organizzatori del referendum nella cittadina, tutti civili”. La gente con bambini continuava a votare davanti all’edificio protestando contro i militari. “Prima sparavano in aria per disperdere la folla. Poi hanno cominciato a tirare a terra fra le gambe delle persone. Ad uno hanno portato via un piede” racconta Francesca viva per miracolo.

Con lei c’era un altro fotografo free lance, Fabio Bucciarelli “La terza volta hanno sparato ad altezza d’uomo. Sul tetto del municipio c’erano dei cecchini. Un civile è stato colpito in testa ed è stramazzato al suolo. Altri due erano feriti o moribondi” racconta la fotografa. Alla fine l’unità legata a Kiev ha lasciato il campo ed i civili ammazzati alle spalle.

TRASPARENZA

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