La battaglia dell’aeroporto combattuta a Tripoli tra il 13 luglio scorso e lo scorso agosto segna l’inizio della guerra civile che divide il paese due. Tutto inizia dopo le lezioni di giugno vinte – seppur con una partecipazione popolare molto scarsa (18 per cento) – dalle forze laiche che si garantiscono una larga maggioranza. I gruppi islamisti registrano invece una secca sconfitta conquistando non più di trenta seggi. Meno di tre settimane dopo una coalizione chiamata “Alba Libia” composta da alcuni gruppi islamisti e appoggiata dalle forze della città di Misurata lancia l’assalto contro l’aeroporto controllato – fin dalla caduta del regime di Gheddafi – da una milizia della città Zintan.

La battaglia sanguinosa e devastante distrugge una ventina di velivoli di linea parcheggiati sulle piste e trasforma lo scalo in una distesa di rovine e distruzione. La sconfitta delle milizie Zintan, braccio armato delle forze laiche e anti islamiste, spinge la maggioranza del Parlamento e il governo di Abullah Al Thinni ad abbandonare la capitale per cercar riparo a Tobruk. Da quel momento la la Libia ha due governi. Quello di Tobruk riconosciuto come legittimo dalla comunità internazionale e quello di Tripoli costituito dalle forze di Fajr Libia. Da allora la Libia è un paese praticamente isolato dove non fa più scalo nessuna grande compagnia internazionale.

TRASPARENZA

Questo reportage è stato realizzato con il sostegno dei lettori. Qui di seguito tutte le ricevute delle spese sostenute dal reporter

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