La geopolitica della corsa allo spazio
LEGGI IL MAGAZINE IN INGLESE

(Kiev) Mimetica, pistola alla cintola, soldati del suo battaglione alle spalle armati fino ai denti, Petro Poroshenko, ex presidente ucraino, sa di essere nel mirino dei russi. Imprenditore e politico è stato sconfitto nel 2019 dal capo dello Stato in carica, Volodymyr Zelensky. Nell’intervista esclusiva non ha peli sulla lingua, a cominciare da Putin.

Molti generali e analisti dicono che non potete vincere la guerra. Cosa ne pensa?

«Questa è l’opinione di esperti e generali russi e sfortunatamente anche in seno alla Nato era quello che qualcuno sosteneva prima dell’invasione. Proprio con le forze armate che ho rifondato nel 2014, abbiamo rovinato la festa a Putin, che pretendeva, in due ore, di issare la bandiera russa su Kiev. Putin e i suoi generali hanno commesso due grandi errori. Il primo: sottostimare l’unità degli ucraini. Il secondo errore è non avere calcolato la solidarietà del mondo con l’Ucraina. Solo poche nazioni all’Onu sostengono Mosca: Bielorussia, Eritrea, Siria e Corea del Nord».

Pensa veramente che l’Ucraina possa vincere?

«Non molleremo mai, non daremo mai la possibilità alla Russia di mettere le mani sul nostro paese. E ce la faremo se riceveremo più armi e più assistenza. Ringrazio il popolo italiano, il governo e il vostro parlamento per avere mantenuto una posizione forte e affidabile sulle armi e per sostenere la nostra aspirazione ad entrare nell’Unione europea».

Siete pronti a combattere sino alla fine?

«Non mi piace dire così, ma che combatteremo fino alla vittoria. Però, se la pace dipende dalla mia vita, sono pronto a sacrificarla. Purtroppo abbiamo a che fare con un folle, Vladimir Putin. Noi proteggiamo la nostra terra, la libertà, la famiglia, il futuro».

Foto credit: Salvatore Garzillo

Lei ha incontrato Putin diverse volte, anche a Milano. Adesso cosa gli passa per la testa?

«Ho avuto molte occasioni di confronti, telefonate con Putin e penso che sia assolutamente difficile capire cosa gli passi per la testa, ma posso dare alcuni suggerimenti per i negoziati in corso. Il primo è non credergli mai. Due giorni prima dell’invasione ha detto che non avrebbe attaccato e invece lo ha fatto uccidendo migliaia di civili. Nei suoi interventi nega il nostro diritto alla vita. Per lui l’Ucraina come Stato non esiste e sostiene che sia stato creato da Lenin. Questa è la conferma che sia un pazzo. Il secondo suggerimento è non avere paura di Putin».

Mariupol è distrutta. Cosa si può fare per i civili?

«Ho parlato con il sindaco. La gente muore di fame. Chiedo ai capi di stato e di governo dell’Unione europea, anche all’Italia, di supervisionare i corridoi umanitari per salvare la vita della gente di Mariupol. Non state in silenzio di fronte alla tv, non accettate l’aggressione di Putin, alzatevi e mettetevi al nostro fianco, salvate l’Ucraina. Questa può essere la peggiore tragedia umanitaria del XXI secolo».

Ha una soluzione per il conflitto?

«Uno: ci vuole un piano ad ampio raggio di forniture belliche e aiuti come quello scattato per l’Inghilterra nel 1941. Due: istituire la no fly zone. Tre: serve il secondo fronte, quello delle sanzioni e dell’embargo per impedire a Putin di avere soldi per mandare avanti la guerra. Quattro: un piano Marshall con i beni congelati alla Russia usati per la ricostruzione dell’Ucraina quando la guerra sarà finita. Quinto: aprire la porte dell’Unione europea. E per questo voglio ringraziare Mario Draghi».

Chiudendo i cieli non teme che possa scoppiare la terza guerra mondiale?

«Ho una cattiva notizia per lei, la terza guerra mondiale è già iniziata. L’86% dei russi è convinta che dopo il nostro Paese, Putin non si fermerà. Nel suo mirino ci sono Polonia, paesi Baltici, forse la Germania come fece l’Unione sovietica».

Intende dire che questa guerra la state combattendo anche per difendere l’Europa e non solo l’Ucraina?

«I russi non stanno attaccando solo noi ma tutto l’Occidente. Se smettiamo di sparare non ci sarà più l’Ucraina, ma se i russi smettono di sparare ci sarà la pace, questa è la vera differenza».

Non ha paura di venire ucciso in questa guerra?

«Il Cremlino mi odia e so bene che i russi mi danno la caccia. Sto facendo il possibile per non fare questo regolo a Putin. Ma se mi chiede se sono pronto rispondo di sì».

Cosa intende per caccia?

«Le forze speciali russe mi cercano per uccidermi».

Ha un messaggio per il popolo italiano?

«Non abbiate paura, il destino è venuto a bussare alla vostra porta. State spalla a spalla con noi. È l’unico modo per fermare la peggiore guerra del XXI secolo nel cuore dell’Europa. Voglio ringraziarvi per avere accolto i nostri bambini e le nostre donne. Siete amici, amici nel bisogno, amici veri. Assieme possiamo vincere, senza dubbio. Viva l’Italia e gloria all’Ucraina».

Foto credit: Salvatore Garzillo

Dacci ancora un minuto del tuo tempo!

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se non ci fosse InsideOver, quante guerre dimenticate dai media rimarrebbero tali? Quante riflessioni sul mondo che ti circonda non potresti fare? Lavoriamo tutti i giorni per fornirti reportage e approfondimenti di qualità in maniera totalmente gratuita. Ma il tipo di giornalismo che facciamo è tutt’altro che “a buon mercato”. Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

TRASPARENZA

Questo reportage è stato realizzato con il sostegno dei lettori. Qui di seguito tutte le ricevute delle spese sostenute dal reporter

La geopolitica della corsa allo spazio
LEGGI IL MAGAZINE IN INGLESE
ALTRI EPISODI