Il generale Igor Konashenkov gira spesso per la base di Hmeymim, in Siria, dove decollano i caccia bombardieri russi, con il Lince, un blindato italiano. Portavoce delle forze armate di Mosca ha le idee chiare su cosa bisogna fare davanti alla minaccia delle’Isis.

I russi combattono in Siria anche per l’Occidente compresi noi italiani?

«Penso che abbia ragione. Le nostre operazioni militari per l’annientamento delle strutture terroristiche e la distruzione delle loro fonti di finanziamento internazionali va a vantaggio del popolo siriano, ma in ugual maniera della Russia e di tutto il mondo civile. Il terrorismo non ha frontiere e contro questo male assoluto il mondo intero dovrebbe unirsi».

Oltre alla coalizione con gli americani ci siete voi, ma il Califfato resiste…

«Abbiamo strappato i denti ai terroristi infliggendo pesantissime perdite. Adesso dobbiamo compiere il prossimo passo: spezzare le reni alla bestia».

Avete tentato di eliminare il Califfo, Abu Bakr al Baghdadi?

«In questa operazione non conta il singolo uomo, ma l’annientamento della struttura che lo circonda».

I corpi speciali russi sono impegnati sul terreno per individuare i bersagli?

«Un aiuto molto prezioso arriva dagli alleati del Centro congiunto di Baghdad dove lavorano iracheni, siriani, iraniani ed i nostri uomini. Nella base di Hmeymim, dove ci troviamo, c’è un gruppo speciale delle forze armate siriane che condivide i dati provenienti dai reparti impegnati sul terreno. Nell’ultimo mese abbiamo ricevuto informazioni molto preziose anche dalle forze patriottiche dell’opposizione (ribelli che combattono sia contro il governo di Bashar al Assad che l’Isis, nda)».

Qual è la situazione nella zona di Deir Ez Zour, dove è forte la presenza delle bandiere nere?

«Di recente i terroristi hanno compiuto atti mostruosi uccidendo 300 civili inermi. Negli ultimi giorni ci sono stati diversi tentativi di infiltrazione nella città di Deir Ez Zour degli affiliati all’Isis (che la controllerebbero al 60%, nda). Le truppe siriane hanno respinto gli attacchi grazie all’appoggio delle forze aeree russe. L’assedio di Deir Ez Zour va avanti da 4 anni. Per questa ragione i nostri comandi hanno ordinato, a partire da gennaio, un ponte aereo per paracadutare su Deir Ez Zour generi di prima necessità e medicinali da distribuire alla popolazione stremata».

Nei prossimi giorni dovrebbero iniziare a Ginevra i colloqui fra governo e opposizione per una soluzione negoziale del conflitto. Come si arriva alla pace in Siria?

«L’unica strada è combattere il terrorismo, tutti uniti, fino alla vittoria».

TRASPARENZA

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