The Newsroom Academy
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Articolo di Andrea Indini
Foto di Marco Gualazzini

The Newsroom Academy, dove nascono i reporter di domani

In principio fu il tempo. Guardandosi attorno, l’uomo cominciò a imprimere su pietra tutto ciò che aveva attorno: gli animali che cacciava e che lo intimorivano; le battaglie più importanti che aveva vissuto; le stelle che lo guidavano nel cielo. Quei momenti, tradotti in immagini stilizzate, non potevano essere dimenticati. La memoria del singolo non era più sufficiente e andava in qualche modo fissata. Non solo per se stesso, ma anche per coloro che sarebbero arrivati dopo. Era, questa, la prima funzione dell’immagine impressa: conservare il ricordo. Dargli forma. Non a caso, questo tipo di decorazioni accompagnarono per molto tempo tombe e sepolcri. Ma questo era solo l’inizio.

L’uomo, infatti, capì che c’erano altri messaggi che potevano essere comunicati attraverso le immagini e che queste, molto spesso, possono veicolare un valore politico. Lo compresero bene a Roma, dove la grandezza, prima della repubblica e poi dell’Impero, fu celebrata con sculture, bassorilievi e statue. Dall’arte plastica si passò alla pittura che divenne, per molti secoli, il più importante mezzo di comunicazione dell’umanità. Gran parte delle persone che abitavano il mondo di allora, infatti, era analfabeta e poteva essere educata solamente attraverso le immagini. Iniziò così il grande ciclo degli affreschi medievali, vere e proprie pellicole ante litteram, e poi della pittura Rinascimentale e delle grandi rivoluzioni.

Ma fu con la fotografia che tutto cambiò. All’improvviso, un oggetto era in grado di fermare la realtà e, quindi, il tempo (che esiste solo in relazione al movimento). Gli oggetti e le persone potevano essere “bloccati” com’erano e dov’erano. A partire da quei giorni di fine Ottocento, è stata fatta parecchia strada e la fotografia è diventata parte integrante della nostra vita (basta estrarre lo smartphone dalla nostra tasca per capirlo). Forse è diventata centrale nelle nostre esistenze.

Ed è per questo motivo che, con InsideOver e ilGiornale.it, abbiamo voluto iniziare da un corso di fotografia per lanciare la nostra Newsroom Academy, un progetto nato all’interno della redazione per incontrare (e formare) nuovi fotografi, reporter e giornalisti. Una naturale prosecuzione del Reporter Day del 2017, quando aprimmo le porte della nostra redazione a oltre 600 aspiranti reporter (alcuni dei quali si collegarono anche dall’estero).

Questa volta non stiamo cercando “solamente” nuovi reporter, ma vogliamo offrire la possibilità a venti persone di perfezionare la propria formazione grazie all’esperienza dei nostri fotografi e dei nostri giornalisti. L’idea che sta alla base della Newsroom Academy è quella di condivire le competenze della redazione – intesa non solo come spazio fisico, ma come un ambiente ampio a cui contribuiscono anche i tanti freelance che quotidianamente costruiscono questo giornale – a coloro che vogliono avvicinarsi al mondo del giornalismo. Chi vorrà approfondire le proprie conoscenze nell’ambito della fotografia avrà la possibilità di incontrare vincitori di World press photo come Marco Gualazzini e Ivo Saglietti; chi invece vorrà cimentarsi con il reportage sarà guidato da Daniele Bellocchio, giornalista vincitore di numerosi premi internazionali. Partecipare all’Accademy darà la possibilità di apprendere un metodo di lavoro strutturato, proporre un reportage da realizzare al termine del corso (il migliore verrà finanziato da InsideOver e ilGiornale.it) e, infine, essere seguito in maniera costante e approfondita durante le lezioni. Al master di Gualazzini, infatti, saranno presenti anche Giulia Tornari, Agenzia Contrasto, una realtà unica nel mondo dell’immagine che dal 1986 costituisce un punto di riferimento per la fotografia di qualità; Renata Ferri, caporedattore photoeditor di iO Donna, il femminile del Corriere della Sera; Alessia Paladini, owner di Alessia Paladini Gallery, uno spazio di esposizione innovativo dedicato alla fotografia in tutte le sue forme; Paolo Lecca, colorist che ha firmato le copertine di National Geographic, New York Times Magazine e Time Magazine.

La Newsroom Academy non sarà solamente un corso, ma anche un vero e proprio concorso, come spiega Daniele Bellocchio, docente del corso che si terrà il prossimo gennaio: “Questa è un’enorme opportunità per impugnare i ferri del mestiere per imparare a fare il lavoro più bello del mondo perché offre l’opportunità di apprendere non solo in modo teorico, ma anche pratico tutto (o quasi) ciò che c’è da sapere. Si passerà dalle nozioni alla pratica perché accanto al workshop verrà realizzato anche un reportage”. Della stessa opinione anche Ivo Saglietti, vincitore di tre Word press photo e docente della Newsroom Academy: “Ogni tanto qualcuno ha delle buone idee, così che in questo panorama grigio in cui si trova il giornalismo, a InsideOver viene in mente un’academy, una scuola per la formazione di fotografi e giornalisti tenuta da professionisti di valore, che del mestiere hanno fatto uno stile di vita con passione e onestà e che vi aiuterà ad entrare nella professione”.

Con la Newsroom Academy, la redazione si aprirà ancora di più, formando i reporter e i giornalisti di domani e incontrando nuove idee e sempre più persone mosse da una grande passione. L’essenza di questo lavoro.

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