Il prossimo Papa assumerà la guida della Chiesa cattolica in un momento molto particolare, e cioè mentre è in corso un’emorragia di fedeli in Europa, Nord America e America Latina, ma si registra una loro costante crescita in Asia e Africa. È per questo che due dei cardinali considerati come i principali candidati a succedere a Papa Francesco provengono proprio dai continenti asiatici e africani, regioni in cui la Chiesa è concentrata ad aumentare la propria influenza.
I riflettori sono puntati sul ghanese Peter Turkson ma anche e soprattutto sul filippino Luis Antonio Tagle, soprannominato dai media come “il Bergoglio asiatico“. Proprio come l’ex Pontefice, Tagle è infatti solito adottare uno stile comunicativo molto caldo, emozionale e accessibile a tutti i suoi interlocutori. Entrambi hanno poi una teologia fortemente centrata sulla misericordia, sull’accoglienza e sul dialogo – anche con chi è lontano dalla Santa Sede – e incarnano la stessa visione di una Chiesa umile, missionaria e vicina ai poveri.
Quello di Tagle, figlio di ricche famiglie filippine e cinesi, proveniente da una regione considerata la porta di accesso alla Cina – dove la chiesa è desiderosa di espandersi – è dunque un nome caldissimo.

Tagle, il Bergoglio asiatico
Papa Francesco era considerato un pontefice progressista. Si era infatti più volte espresso contro la disuguaglianza economica, ha lanciato l’allarme sul cambiamento climatico e ha espresso solidarietà ai migranti, ai poveri e agli emarginati. Ebbene, il gesuita Tagle sarebbe visto come il rappresentante di una “correzione” moderata nella Chiesa.
Nato a Manila nel 1957, Tagle discende per parte paterna dalla cosiddetta principalia, l’aristocrazia locale di origine spagnola, mentre sua nonna materna faceva parte di una famiglia cinese trasferitasi nelle Filippine. Cresciuto in una famiglia devota, Chito, come viene soprannominato, ha mostrato fin dall’infanzia un profondo interesse per la religione, sebbene, inizialmente, le sue aspirazioni professionali fossero orientate verso la medicina.
Pare che l’incontro con un amico gesuita lo abbia spinto a intraprendere la strada sacerdotale. Ha dunque frequentato il seminario Saint Jose diretto dalla Compagnia di Gesù, a Manila, e sempre nella capitale filippina ha studiato Filosofia all’Università di Manila e Teologia alla Scuola di Teologia Loyola. Ordinato sacerdote nel 1982, completerà gli studi alla Catholic University di Washington.

La porta verso l’Asia
Tagle viene scelto come metropolita di Manila da Benedetto XVI nel 2011. Un anno più tardi è promosso cardinale di San Felice da Cantalice a Centocelle, mentre nel 2013 partecipa al conclave che elegge Francesco.
Chito parla diverse lingue, tra cui italiano, inglese e tagalog, e ha conoscenza del francese e del latino. La sua capacità di raccontare storie e la sua inclinazione per la musica rafforzano la sua immagine di uomo vicino al popolo ed empatico. Da tempo Tagle collabora con la Jesuit Communication a programmi televisivi e radiofonici – nei quali si parla di storia, filosofia e di valori cattolici – che lui stesso diffonde sul web via social (dove ha un nutrito seguito).

Come Francesco, Tagle è noto per la sua umiltà. Nel seminario filippino, dove ha vissuto per 20 anni, la sua stanza era priva di aria condizionata e televisione. Quando fu nominato vescovo, non si spostava in auto, ma si recava al lavoro in autobus o in jeepney, un mezzo di trasporto pubblico molto diffuso nel Paese asiatico. In patria Tagle è stato oggetto di alcune critiche per aver attaccato indirettamente le esecuzioni extragiudiziali dell’ex presidente Rodrigo Duterte ed essersi espresso contro l’aborto.
In Vaticano, la reputazione di Tagle ha invece subito un duro colpo quando Francesco ha estromesso la direzione di Caritas Internationalis dopo che una revisione esterna aveva riscontrato problemi di gestione e di morale nella sede centrale. Anche il cardinale Tagle è stato rimosso dal suo ruolo di presidente ma, avendo dimostrato di non esser mai stato coinvolto nelle operazioni quotidiane, non è finito nell’occhio del ciclone ed è diventato responsabile del Dicastero per l’Evangelizzazione. Uno dei dipartimenti più importanti della Chiesa.


