Il nazionalismo economico di Donald Trump non è soltanto uno slogan elettorale. Secondo quanto riportato da Foreign Policy, l’amministrazione Trump intende tagliare fondi per miliardi di dollari destinati ai programmi delle grandi agenzie umanitarie già approvati dal Congresso. I tagli, scrive Fp, che potrebbero oscillare dai 2 ai 4 miliardi di dollari, arrivano proprio quando Donald Trump ha deciso di portare avanti una campagna per la rielezione sempre più dura che ritrae l’immigrazione illegale attraverso il confine degli Stati Uniti con il Messico come una delle maggiori minacce alla sicurezza nazionale.

Secondo i funzionari dell’amministrazione Trump gli Stati Uniti devono tagliare alcuni programmi in aiuti esteri perché il Paese dovrebbe concentrare gli investimenti in patria: soprattutto, secondo la Casa Bianca, molti programmi ricoperti di milioni e milioni di dollari risultano essere inefficaci e inefficienti. La Casa Bianca non ha ancora precisato quali programmi intende congelare, ma ha recentemente notificato al Dipartimento di Stato e all’Agenzia per lo sviluppo internazionale degli Stati Uniti la sua intenzione di bloccare dai 2 ai 4 miliardi di dollari in aiuti esteri, tra cui programmi di mantenimento della pace delle Nazioni Unite e progetti per l’Unicef.

Trump con Ivanka e i cristiani all’estero

Secondo i documenti diffusi dalle organizzazioni umanitarie all’inizio di questo mese e visionati da Foreign Policy, i tagli potrebbero incidere sui programmi di aiuti esteri in Africa, Medio Oriente e Asia; operazioni di mantenimento della pace; e programmi volti a far fronte all’influenza della Russia e della Cina in Europa e in altri paesi in via di sviluppo. All’inizio di agosto, l’Unicef ha distribuito un documento che dettagliava oltre 130 milioni di dollari in finanziamenti che potrebbero essere a rischio, compresi i fondi destinati a proteggere i bambini da poliomielite, disturbi da carenza di iodio e violenza e per ridurre i tassi di mortalità tra madri in gravidanza e i loro bambini.

Al contrario, la Casa Bianca ha intenzione di sostenere l’iniziativa per l’imprenditoria femminile promossa dalla figlia del presidente, Ivanka Trump, e un piano sostenuto dal vicepresidente Mike Pence per proteggere le minoranze cristiane nel mondo. Al sicuro anche i fondi – 1,9 miliardi di dollari – destinati al World Food Programme dell’Onu, ente che ha sede a Roma ma è stato fondato dall’ex governatore repubblicano della Carolina del Sud David Beasley.

Pronto a scavalcare il Congresso

Nel frattempo, negli Usa scoppia la polemica sulla decisione di Donald Trump di “congelare” gli aiuti umanitari all’estero. Come riporta la Cnn, venerdì i presidenti e i membri delle commissioni per le relazioni estere della Camera e del Senato hanno scritto una lettera al capo dello staff della Casa Bianca Mick Mulvaney, invitandolo a sbloccare i fondi. “Sarebbe inopportuno per qualsiasi amministrazione, in qualsiasi circostanza, tentare di scavalcare il Congresso. Tale azione rappresenterebbe un precedente e un affronto diretto al principio di separazione dei poteri su cui è stata costruita la nostra nazione” osservano.

“In qualità di leader dei comitati congressuali con responsabilità di supervisione della politica estera degli Stati Uniti e delle risorse e dell’esecuzione appropriate dei programmi di sviluppo e diplomazia, saremmo costretti a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per rispondere in modo adeguato, qualora tale azione venisse intrapresa”. La lettera è firmata dai repubblicani Jim Risch e Michael McCaul e dai democratici Bob Menendez ed Eliot Engel.

“Questi sono programmi che sono nel nostro interesse”, ha detto alla Cnn Liz Schrayer, presidente del Global Leadership Council degli Stati Uniti.”Se ci togliamo dal campo di gioco, lo facciamo a nostro rischio e pericolo. Questi sono programmi che stiamo usando per far avanzare i nostri interessi economici e di sicurezza e penso che sia davvero sorprendente che l’amministrazione stia ritirando ciò che è meno dell’1% del nostro intero budget quando ci sono così grandi minacce nel mondo “.

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