Edi Rama, il primo ministro dell’Albania, ha annunciato di lavorare per la creazione di uno Stato autonomo nella capitale Tirana. Lo Stato Sovrano dell’Ordine Bektashi, così battezzato, sarà decisamente più piccolo della città stato del nostro Paese, sarà infatti un quarto di Città del Vaticano.
L’Ordine dei Bektashi è un ordine islamico sciita sufi, che unisce una più tollerante interpretazione del Corano con il misticismo, dando vita ad una versione della religione che non trova approvazione in quei Paesi dove l’Islam è interpretato e applicato in modo tradizionale. Rama ha poi dichiarato che lo scopo del nuovo Stato sarà quello di divenire un “centro di moderazione, tolleranza e coesistenza pacifica”. Si tratterebbe quindi di un microstato islamico dichiaratamente moderato, un modo per inviare un messaggio importante, ha affermato il primo ministro: “Non lasciate che lo stigma dei musulmani definisca chi sono i musulmani”.
Giorgio Fruscione, analista dell’ISPI esperto di Balcani, ha aiutato InsideOver a capire quali sono le ragioni dietro questa novità. “Io credo che questa iniziativa, la chiamerei così, abbia più significato per l’immagine che il governo albanese, sotto la sua guida, vuole dare al resto del mondo, in particolar modo al mondo occidentale”. Fruscione ha spiegato infatti che “l’Albania è un pPese che ha due caratteristiche interdipendenti. Il primo è quello di essere uno Stato multiconfessionale, dove da tempo coesistono e convivono pacificamente cristiani, musulmani e musulmani di derivazione sia sunnita che sciita, tra cui appunto i Bektashi, e tra i cristiani sia cattolici che i greco-ortodossi; e dall’altro lato ha una tradizionale secolarità nel vivere la religione, dovuto anche e soprattutto alla lunga parentesi del regime comunista, che è stato di fatto il primo paese a dichiararsi ateo per Costituzione”.
L’Ordine è stato fondato nel tredicesimo secolo in Anatolia, attuale Turchia, da un mistico persiano, Haji Bektash Veli. È noto per il suo approccio sincretico all’Islam, che combina elementi di sufismo, sciismo e elementi delle fedi pre-islamiche turche. Il suo ruolo nella diffusione dell’Islam nei Balcani e in altre aree dell’Impero Ottomano è stato significativo.
I Bektashi si distinguono quindi per la loro visione liberale e non ortodossa dell’Islam. Credono in una visione spirituale che enfatizza la tolleranza religiosa, l’uguaglianza di genere, il misticismo e l’importanza dell’esperienza personale della fede. Nella storia sono stati lungamente perseguitati sia durante la caduta dell’Impero Ottomano che in Turchia, dove vennero banditi. L’ordine ha avuto un ruolo fondamentale nel risveglio nazionalista albanese contro il dominio ottomano, promuovendo una forma di Islam più tollerante, che ha favorito l’unione delle grandi comunità musulmane e cristiane del paese attorno alla causa laica dell’indipendenza. Oggi, l’Ordine Bektashi è particolarmente attivo in Albania, Kosovo e Macedonia, ma la sua sede mondiale è a Tirana.
I Bektashi sono visti in modo ambivalente nel mondo islamico. Sono apprezzati da alcuni per la loro spiritualità aperta e inclusiva, ma sospettati o disapprovati da molti per le loro pratiche non conformi e l’approccio libero all’Islam. Gli estremisti tendono a considerare i Bektashi una minaccia per la purezza della fede islamica, ritenendoli eretici o addirittura apostati da perseguitare.
Cosa significa creare un nuovo Stato
Fruscione ci ha aiutato a comprendere meglio perché questa novità é giunta proprio ora. “Rama è un politico molto pragmatico e anche molto furbo. Sa fiutare quando è il momento giusto per fare la cosa giusta. L’Ordine Bektashi in quanto rappresentante dello sciismo è molto mal visto dall’Iran che è una teocrazia e che è lo stato guida dello sciismo”, sostiene Fruscione. “In un momento in cui è impegnato su altre più importanti questioni, sicuramente non si occupa di quello che succede in una piccola comunità di un piccolo Paese di una regione periferica dell’Europa. Il momento giusto è rappresentato appunto da un momento di distrazione dell’Iran e Rama probabilmente ha voluto avvicinarsi a quello che sono istanze occidentali. Quindi più che fare un torto all’Iran ha voluto avvicinarsi ulteriormente all’Occidente”.
In Albania le religioni “hanno un’importanza secondaria”, spiega Giorgio Fruscione. “Di fatto l’unica religione dominante e realmente professata e trasversale a tutti gli albanesi è quella dell'”albanesità”, cioè il sentirsi albanesi, e possiamo anche tradurlo semplicemente con un nazionalismo albanofono. Quindi direi che bisognerà aspettare per vedere che forma avrà”.
Il primo ministro albanese crede che grazie al nuovo Stato non solo l’Ordine otterrà un riconoscimento, ma potrà essere un modo per instaurare un dialogo e un’accettazione più ampia delle diverse interpretazioni della religione. La convivenza di religioni diverse è un valore che rappresenta lo stesso popolo albanese, ha sottolineato Rama, composto dal 40% di musulmani sunniti e il 14% di cristiani cattolici e ortodossi.
Il nuovo Stato autonomo dovrebbe avere il controllo dei propri complessi confini, seguendo il perimetro già esistente segnato dagli edifici religiosi dei Bektashi, quindi una propria amministrazione e passaporti. Il religioso Edmond Brahimaj, leader dell’Ordine meglio conosciuto come Baba Mondi, ha dichiarato che all’interno della città Stato non verranno imposte regole stringenti, perciò sarà liberamente concesso il consumo di alcolici e le donne saranno libere di indossare ciò che vogliono. “Dio non proibisce nulla; ecco perché ci ha dato la mente”, ha affermato. Baba Mondi ha 65 anni, è un’ex ufficiale dell’esercito albanese ed è venerato da milioni di persone in tutto il mondo con il titolo ufficiale di Sua Santità Haji Dede Baba.
Ancora non è stato definito quando verrà dichiarata l’indipendenza dello Stato Sovrano dell’Ordine Bektashi. Un gruppo di esperti è impegnato ad elaborare una legislazione, che successivamente dovrà essere valutata e votata dal parlamento albanese. Se approvato, diventerà lo Stato più piccolo del mondo grande circa 100mila metri quadri, composto da un insieme di edifici per la preghiera denominati tekke, dove i fedeli si riuniscono una volta al giorno e dove donne e uomini non sono separati, come avviene nelle moschee. Prima dovrà ottenere il riconoscimento degli altri Stati e “uno Stato di queste dimensioni, di questo carattere, probabilmente non lede gli interessi di nessuno, se non appunto di pochi Stati che sarebbero ideologicamente contrari, quindi non dovrebbe esserci un’avversione generale nei confronti di questo Stato, ma neanche un interesse così fondamentale nell’arrivare a riconoscerlo”, spiega Fruscione.
Il leader ha inoltre affermato di non avere mire espansionistiche e di non avere intenzione di riottenere i territori persi in passato sul suolo albanese. “Ciò che è stato sequestrato non ne fa parte”, ha ribadito. Lo Stato comprende quindi una sala per riunioni e preghiere a cupola, un museo che espone la storia dell’ordine, una clinica, un archivio e gli uffici amministrativi di Baba Mondi.
Secondo Giorgio Fruscione, “potrebbe essere la classica ramata per cui si fanno tanti proclami ma uno Stato di questo tipo, che non si avvicina neanche alla città del Vaticano, è un po’ difficile che diventi uno Stato sovrano indipendente”, perciò bisognerà attendere per sapere come si evolverà. “Se questa iniziativa porterà alla creazione di uno Stato sicuramente non sarà uno Stato come gli altri, non avrà un suo esercito per cui eventualmente l’Albania deve garantire la difesa di quel territorio lì, non ci saranno delle dogane per cui non ci saranno dei veri e propri confini così come non ci sono nella città del Vaticano. Se sarà fondato sulla gerarchia interna all’ordine Bektashi probabilmente allora non ci saranno neanche delle elezioni e quindi la forma di governo è tutta da vedere, probabilmente la stessa economia chiaramente dipenderà al 100% dall’economia albanese”.
Sembra che si tratti di una decisione più simbolica che politica, “un ennesimo spot per promuovere l’Albania di Rama che dopo aver vissuto il boom del turismo da due anni a questa parte, l’anno scorso si è ulteriormente aperta grazie all’alleato storico, ovvero l’Italia, e adesso invece ci riprova con questa iniziativa che è lodevole nella sua ambizione”.
Probabilmente si tratta di “una mossa di sopraffina astuzia politica da parte di Edi Rama che si occupa di una cosa che sicuramente non preoccupa le menti né a livello locale, né a livello internazionale, ma che non può che risultare come una cosa positiva”.

