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Il vescovo Athanasius Schneider segnala da tempo la crisi del cattolicesimo in Europa. Nelle sue riflessioni, l’alto ecclesiastico, che in questi anni si è distinto per interventi di caratura dottrinale e non solo, pensa che alcune ideologie stiano perseguitando i cristiani nel mondo. Esistono, per l’alto prelato, diverse forme di persecuzione. Questo sarà un Natale particolare. Saranno festività diverse per via della pandemia. La Chiesa cattolica, per Schneider, è chiamata a confrontarsi con questo periodo con una speranza maggiore rispetto al solito. Un atteggiamento che deve riguardare pure il tema della persecuzione dei cristiani.

Siria, Nigeria, Pakistan: tre scenari diversi uniti da un trait d’union tragico: i cristiani perseguitati. Monsignor Schneider, il mondo si è dimenticato dei cristiani?

I tre paesi enumerati già parlano per sé: si tratta della persecuzione dei cristiani da parte di gruppi terroristici islamici (Siria, Nigeria) e di un islam intollerante politicizzato (Pakistan). Ci sono certamente anche persecuzioni di cristiani da parte dei sistemi politici comunisti come in Corea del Nord e in Cina. Attualmente, le persecuzioni cruente dei cristiani provengono dall’ islam radicale e politicizzato e dal comunismo. Il mondo non si è dimenticato dei cristiani. Il mondo di oggi odia i cristiani, perché odia Cristo, perché odia la verità, e la verità è esigente. Si può disiderare che la Santa Sede, come la massima autorità spirituale del mondo, faccia azioni sistematiche di sensibilizzazione e di protesta riguardo la persecuzione dei cristiani su vari livelli, anche quello della politica internazionale. Dal punto di visto spirituale, l’aiuto più prezioso ai nostri fratelli e sorelle perseguitati consiste nella preghiera per loro. La Santa Sante potrebbe fare azioni più efficaci di carattere permanente di aiuto spirituale ai perseguitati in tutta la Chiesa cattolica, come per esempio adorazioni eucaristiche, ore sante per i perseguitati, celebrazioni di Messe votive, la devozione alla “Madonna della Mercede” della liberazione dei cristiani incarcerati e perseguitati con la restaurazione dell’apposita festa liturgica, che si celebrava anticamente nel 24 di settembre. Pregare anche per il perdono dei peccati e della conversione dei persecutori.

Noi de IlGiornale.it, ogni volta che si avvicina il Natale, sposiamo i progetti di Aiuto alla Chiesa che soffre. Cosa si sente di dire ai tanti cristiani perseguitati nel mondo?

Vorrei dire a tutti i nostri eroici fratelli e sorelle in Cristo che le loro sofferenze e i loro sacrifici sono tra le più potenti forze spirituali per la crescita della Chiesa ai nostri giorni. Le loro lacrime, le loro pene e il loro sangue sono raccolti dall’angelo nel calice di cristallo, come descritto nella terza parte del segreto di Fatima, e il campo spirituale della Chiesa al giorno d’oggi è irrigato dai loro sacrifici. I nostri fratelli e sorelle perseguitati dimostrano al mondo intero la validità e la fecondità spirituale della beatitudine evangelica: “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa Mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti hanno perseguitato i profeti prima di voi”. 

In Europa, poi, la violenza non c’è o è minore, ma i cristiani subiscono altre forme di persecuzione?

I sistemi politici occidentali, che si chiamano liberali, essendo allo stesso tempo chiaramente anti-cristiani, attuano non una persecuzione cruenta dei cristiani, ma una persecuzione sottile e estremamente cinica, come si poteva vedere nel divieto totale e chiaramente sproporzionato del culto cristiano in alcuni paesi occidentali con il pretesto di un’emergenza sanitaria. Molti paesi occidentali in Europa e America perseguitano i cristiani costringendoli ad accettare leggi e ideologie contra la natura e i comandamenti di Dio come per esempio la cultura e l’attività omosessuale, il cosiddetto “matrimonio omosessuale” o un suo analogo nelle “unioni civili dei partner omosessuali”, l’eutanasia e altri forme culturali immorali. Sempre più i cristiani nei paesi occidentali non possono manifestare pubblicamente la loro fede, come accade nelle scuole, università, nelle piazze pubbliche.

Monsignor Schneider, che Natale sarà questo per la Chiesa cattolica?

Il Natale sarà, nel suo significato liturgico, lo stesso come sempre, cioè la celebrazione dell’ineffabile evento e mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, del Verbo che era Dio, del Dio vero, che è divenuto vero uomo per la nostra salvezza. Un volta ho letto queste parole, espresse in un modo  davvero concise e sintetico: “Dio esiste, quindi l’Incarnazione è avvenuta”. Certamente, la celebrazione esteriore, comunitaria e liturgica del Natale avrà quest’anno una caratteristica unica: per la prima volta da quanto la Chiesa ha ricevuto la libertà del culto nei tempi dell’Imperatore Constantino, nella maggior parte d’Europa e America il Natale sarà celebrato in chiese con un numero drasticamente ristretto dei fedeli, in un’atmosfera contenuta e cauta, che dà l’impressione che viviamo in una situazione simile ad una guerra o ad un assedio. Dobbiamo vedere questa tribolazione esteriore che circonda le celebrazioni del Natale nella luce della fede e della Provvidenza Divina, credendo che Dio sa trarre il bene anche dal male. Le limitazioni esteriori possono ricordarci più vivamente le circostanze nelle quale è nato Gesù Cristo, il Salvatore del mondo. Quando Dio è venuto al mondo Egli è stato collocato dagli uomini di questo mondo alla periferia della stalla. Per amore alla salvezza eterna degli uomini, il Dio incarnato ha scelto la povertà, l’essere disprezzato. In quest’anno, possiamo conoscere meglio la verità di queste parole dal prologo del Vangelo di san Giovanni: “Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe”. Le condizioni restrittive della celebrazione del Natale e sue circostanze umili possono essere per noi una chance di scoprire ancora più le ricchezze spirituali del mistero dell’Incarnazione. Possiamo, con la grazia divina, scoprire la vera gioia in mezzo alle tribolazioni esteriori. La nostra gioia nel Signore, nel Dio Emanuele, nel divino bambino, dovrebbe superare la tristezza delle condizioni esteriori. Le restrizioni a causa dell’emergenza Covid-19 non posso impedire a Gesù di venire nelle nostre anime con l’abbondanza delle sue grazie ed illuminare tutti coloro che lo cercano con cuore sincero.

Anche tu puoi aiutare i cristiani (Qui tutti i dettagli).

Per sostenere i cristiani che soffrono potete donare tramite Iban, inserendo questi dati:

Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS
Causale: ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO
IBAN: IT23H0306909606100000077352
BIC/SWIFT: BCITITMM

Oppure tramite pagamento online a questo link

C’è un pericolo di scomparsa per i cristiani?

I cristiani non possono scomparire, poiché nostro Salvatore e Dio ha detto che resterà con noi i cristiani fino alla fine del mondo e che le porte dell’inferno non prevarranno contro la Chiesa, cioè contra l’intera comunità dei veri cristiani cattolici. Dall’altra parte, c’è il pericolo reale che i cristiani diventino una minoranza nel mondo, simile alla situazione nell’inizio della Chiesa, quando i cristiani costituivano, nel mezzo di una società pagana con una morale e cultura degradante, una minoranza marginalizzata e discriminata. Essere cristiano fu considerato in quel tempo un crimine. Sperimentiamo ai nostri giorni un’inaudita crisi di fede a tutti i livelli della vita della Chiesa. Tra un vasto numero dei cattolici e del clero, e persino dei vescovi, la fede si è indebolita e si è trasformata in un vago sentimento religioso. La visione soprannaturale e la fermezza e integrità della fede sono quasi svaniti. Le seguente parole del Signore si applicano anche a questa situazione della fede dentro della Chiesa ai nostri giorni: “Il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”. I cristiani non dovranno avere paura di essere una minoranza nelle società, memori delle parole di Cristo: “Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno”. 

Quali sono le cause della possibile scomparsa del cristianesimo dal mondo?

Non dobbiamo temere un secolarismo aggressivo, ma un cristianesimo debole. Come abbiamo detto, il cristianesimo, cioè la Chiesa, non potrà scomparire, poiché ha un’origine divina. Il cristianesimo potrà divenire un fenomeno di poca influenza nella vita politica e sociale, ciò che è già accaduto ai nostri giorni. Le cause sono l’indebolimento della fede, il conformarsi allo spirito naturalista, materialista e edonista di questo mondo, con la conseguente mancante testimonianza di vita cristiana, anzi spesso una contro-testimonianza. Abbiamo bisogno di cristiani e specialmente di sacerdoti con lo spirito degli apostoli, con l’ ardore della fede e dell’amore a Dio e al prossimo, con lo spirito dei martiri di tutti i tempi. Il Signore non abbandona la Sua Chiesa e quando la necessità e calamità sono più grandi, l’aiuto di Dio è più vicino e potente anche ai nostri giorni, poiché Dio è con noi.