C’è una luce di speranza per Asia Bibi, la donna cristiana madre di cinque figli condannata a morte nel 2010 per blasfemia in Pakistan, che attende in carcere il verdetto della Corte Suprema sul ricorso presentato. Questa luce si intravede grazie all’interessamento dell’Unione Europea e, soprattutto, grazie alle relazioni internazionali tra Europa e Pakistan.
A darne notizia è Vatican Insider, che scrive: “L’Unione Europea ha intenzione di subordinare al rilascio di Asia Bibi il rinnovo di un maxi accordo commerciale con il Pakistan”. Jan Figel, l’inviato speciale della Ue per la libertà di religione nel mondo, ha spiegato che “nei rapporti con la Ue, il Pakistan gode attualmente di un sistema di preferenze generalizzate”. Questo significa, si legge sul pezzo a firma di Paolo Affatato, “che i prodotti pakistani hanno accesso al mercato dell’Unione in un regime di esenzione dai dazi doganali, senza tariffe o prelievi fiscali speciali”. Uno status che è stato negoziato nel 2013 con l’allora primo ministro del Pakistan Nawaz Sharif.
“Nell’immediatezza degli incontri bilaterali per negoziare il rinnovo del patto – continua l’articolo su Vatican Insider – la Ue ha detto all’esecutivo di Islamabad che l’esito del processo ad Asia Bibi potrà determinare la continuità o l’interruzione dell’accordo”. È chiaro che un eventuale stop da parte del governo pakistano sarebbe un duro colpo per l’economia del Paese, che non potrebbe competere con i suoi vicini del Bangladesh e Sri Lanka.
La scorsa settimana il marito e la figlia di Asia Bibi erano a Roma ospiti di Aiuto alla Chiesa che Soffre – testimoni nell’avvenimento che ha visto illuminare di rosso il Colosseo in ricordo dei martiri cristiani – e hanno incontrato il Papa. “Penso molto spesso a tua madre e prego per lei”, ha detto il Pontefice alla giovane Eisham.
Il caso di Asia Bibi è diventato simbolico in Pakistan. I gruppi estremisti islamici, infatti, chiedono che venga giustiziata, come è accaduto a Mumtaz Qadri, ex guardia del corpo e omicida reo confesso del governatore Salmaan Taseer, un uomo politico musulmano che aveva difeso la donna cristiana. Lo hanno gridato anche durante le ultime dimostrazioni antigovernative che si sono svolte ad Islamabad nei mesi scorsi.



