Lo storico viaggio di Papa Francesco in Asia

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Papa Francesco ha iniziato il viaggio più lungo, lontano e impegnativo del suo pontificato. Il Santo Padre è infatti partito alla volta dell’Asia per un tour di 12 giorni che lo porterà a toccare Indonesia, Papua Nuova Guinea, Timor Est e Singapore.

L’87enne, che usa una sedia a rotelle per spostarsi e ha recentemente lottato con vari problemi di salute, percorrerà oltre 20 mila miglia, trascorrerà complessivamente circa 45 ore a bordo di un aereo ed effettuerà molteplici incontri in un clima tropicale.

Originariamente prevista per il 2020 – ma posticipata a causa della pandemia di Covid – la visita in questione evidenzia l’importanza che la Chiesa cattolica nutre nei confronti dell’Asia, uno dei pochi luoghi in cui si registra una crescita sia in termini di fedeli battezzati che di vocazioni religiose.

Nel corso della trasferta, Francesco cercherà di rafforzare il dialogo interreligioso e mettere in luce questioni globali rilevanti per l’intero pianeta, come quella riguardante la tutela dell’ambiente.

L’importanza del viaggio di Francesco

La Cnn ha scritto che il viaggio asiatico del Papa sottolinea anche un cambiamento significativo in atto all’interno della Chiesa cattolica, che da tempo ha messo in cima all’agenda il suo orientamento verso l’Asia.

Non è un caso che le 44 precedenti visite all’estero di Francesco abbiano incluso Corea del Sud, Giappone, Filippine, Thailandia, Myanmar e Bangladesh. E non è un caso neppure il fatto che il Papa abbia nominato cardinali filippini (Luis Antonio Tagle) e sudcoreani (Lazarus You Heung-sik) per ricoprire posizioni di alto livello nell’amministrazione centrale della stessa Chiesa.


Il tour del Santo Padre

In Indonesia, il Paese a maggioranza musulmana più popoloso al mondo, il Santo Padre prenderà parte a un incontro con i leader religiosi presso la moschea Istiqlal di Giacarta, la più grande del Sud-est asiatico, per poi firmare una dichiarazione interreligiosa con il grande imam dell’Indonesia.

In Papua Nuova Guinea, invece, Francesco incontrerà i missionari provenienti dalla sua nativa Argentina e affronterà la minaccia del cambiamento climatico, citando sfide come l’innalzamento dei livelli del mare, ondate di calore e la comparsa di tifoni sempre più gravi.

Il Papa si recherà quindi a Timor Est, per celebrare la messa sulla stessa spianata sul mare dove Papa Giovanni Paolo II celebrò una liturgia nel 1989, e terminerà il viaggio a Singapore, dove tre quarti della popolazione vanta radici cinesi.

La Cina sullo sfondo

A proposito della Cina, il tour di Papa Francesco rientra a pieno titolo negli sforzi messi in atto dal Vaticano per migliorare i propri legami con il gigante asiatico, una nazione che ospita quasi 12 milioni di cattolici.

La scorsa settimana, tra l’altro, la Santa Sede ha espresso la sua “soddisfazione” per il riconoscimento ufficiale da parte di Pechino del vescovo di Tianjin, Melchior Shi Hongzhen, insediato dal Vaticano nel 2019.

Il Vaticano ha descritto questo riconoscimento ufficiale da parte della Cina come “un frutto positivo del dialogo instaurato nel corso degli anni tra la Santa Sede e il governo cinese”.