La Russia non è l’unico Paese che sta venendo colpito dallo scisma intra-ortodosso; le richieste di autocefalia indirizzate al patriarcato di Costantinopoli si sono allargate dall’Ucraina ai Balcani e, adesso, nel mirino dell’agenda geo-religiosa dell’asse Washington-Bruxelles per la cristianità orientale è finita la chiesa ortodossa serba.

La richiesta a Bartolomeo

Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli e primus inter pares della cristianità ortodossa, il 21 e il 22 settembre ha ricevuto due lettere provenienti da Skopje, la capitale della Macedonia del Nord.

Le missive sono state scritte, rispettivamente, dal presidente Stevo Pendarovski e dal primo ministro Zoran Zaev e hanno avuto come oggetto lo stesso tema: la concessione di autocefalia alla Chiesa ortodossa macedone, il cui status è disputato sin dal 1967, anno in cui la gerarchia ecclesiastica nazionale ha proclamato in via unilaterale l’indipendenza da Belgrado, ma senza ottenere il riconoscimento da Costantinopoli.

Dal 1967 al 2020, però, sono cambiate molte cose: il clima internazionale è radicalmente diverso, i Balcani sono fuoriusciti quasi completamente dalla sfera d’influenza russa, e il patriarcato di Costantinopoli è più vicino che mai all’asse occidentale, come ha dimostrato l’11 ottobre 2018 in occasione del Santo Sinodo in cui alla neonata chiesa ortodossa ucraina è stato concesso il tomo di autocefalia, segnando l’inizio dello scisma.

Pendarovski e Zaev, nella piena consapevolezza che il processo di occidentalizzazione a cui ha aderito la repubblica balcanica nel dopo-Iugoslavia, consacrato dalla recente entrata nell’Alleanza Atlantica, passa anche dall’emancipazione dall’influenza culturale e religiosa esercitata sui fedeli ortodossi da Belgrado (e quindi da Mosca) per mezzo dell’istituzione-chiesa.

Nella missiva di Zaev si può leggere che “chiediamo di essere liberi, a livello ecclesiastico, all’interno dei confini del nostro Paese”, un riferimento al fatto che  la proclamazione unilaterale di indipendenza della chiesa ortodossa macedone continui ad avere, de facto, un valore nullo. La lettera si conclude con toni ottimistici, perché Zaev è convinto che Bartolomeo arriverà a concedere il tomo di autocefalia “con una benedizione e per mezzo di una decisione scritta”.

Cosa succederà?

Zaev aveva chiesto a Bartolomeo di analizzare il dossier macedone una prima volta nel 2018, all’indomani dell’apertura dello scisma, ma all’epoca aveva ricevuto un netto e categorico rifiuto: la richiesta di Skopje non poteva essere accolta perché ritenuta non comparabile a quella ucraina, la disputa sullo status di autonomia e/o eventuale autocefalia andava risolta con Belgrado.

La posizione della chiesa ortodossa serba, però, è la stessa dagli anni ’60 ed è inamovibile: autonomia all’interno della giurisdizione di Belgrado, ma nessuna autocefalia. La concessione di quest’ultima, infatti, implicherebbe indipendenza e, quindi, un possibile effetto domino in Montenegro, dove esistono due chiese ortodosse in concorrenza tra loro.

La prima, quella a cui aderisce la stragrande maggioranza della popolazione e che risponde a Belgrado, è stata recentemente protagonista di una lunga stagione di mobilitazione popolare contro l’agenda anticlericale dell’autocrate Milo Dukanovic. La seconda, non riconosciuta e con uno scarso seguito popolare, è nata nel 1993 ed è stata storicamente filogovernativa e antiserba; ed è proprio quest’ultima che sta tentando di approfittare dello scisma per ottenere riconoscimento da Costantinopoli.

Come ricorda Balkan Insight, però, la differenza tra Macedonia del Nord e Montenegro è sostanziale: “La chiesa serba continua ad avere il comando del terreno in Montenegro, mentre in Macedonia del Nord la chiesa ortodossa macedone è di gran lunga la comunità religiosa più grande e gode del più assoluto supporto della politica”.

In breve: mentre la chiesa macedone gode di un vasto grado di autonomia effettiva, con o senza il riconoscimento di Costantinopoli e Belgrado, la chiesa montenegrina alternativa continua ad avere un seguito popolare scarso e non potrebbe esistere senza il sostegno della classe politica filo-occidentale, di cui è espressione e della quale difende gli interessi, ragion per cui il tomo di autocefalia sarebbe più utile a quest’ultima, poiché le conferirebbe un’aura di legittimità e autorità che non possiede.

È un momento difficile
STIAMO INSIEME