Papa Francesco ha effettuato il viaggio più lungo del suo Pontificato, nonché uno degli ultimi, in Asia: un tour di 12 giorni nell’estate del 2024 tra Indonesia, Papua Nuova Guinea, Timor Est e Singapore, con oltre 20mila miglia percorse e molteplici incontri tenuti in un clima tropicale. Soltanto pochi mesi prima Bergoglio era stato il primo Santo Padre a visitare la Mongolia, in un’altra trasferta asiatica densa di significati.
“Sono stato nel cuore dell’Asia e mi ha fatto bene. Fa bene entrare in dialogo con quel grande continente, coglierne i messaggi, conoscerne la sapienza, il modo di guardare le cose, di abbracciare il tempo e lo spazio”, avrebbe poi dichiarato il Pontefice per sottolineare l’importanza che la Chiesa cattolica nutre nei confronti dell’Asia, uno dei pochi luoghi in cui si registra una crescita sia in termini di fedeli battezzati che di vocazioni religiose (ne abbiamo parlato qui).
In attesa di capire chi sarà il nuovo Papa – forse un asiatico, Luis Antonio Tagle? – è bene ricordare che Francesco ha avviato un cambiamento sostanziale all’interno della stessa Chiesa cattolica, mettendo l’orientamento verso l’Asia in cima all’agenda religiosa e istituzionale della Santa Sede. Non è un caso che tra le decine di visite apostoliche all’estero di Bergoglio abbiano trovato spazio Corea del Sud, Giappone, Filippine, Thailandia, Myanmar e Bangladesh, oltre alle nazioni giù citate. E non è un caso neppure il fatto che il Pontefice abbia nominato cardinali filippini (Luis Antonio Tagle) e sudcoreani (Lazarus You Heung Sik) per ricoprire posizioni di alto livello nell’amministrazione centrale della stessa Chiesa.

L’importanza dell’Asia per la Chiesa cattolica
Basta dare un’occhiata ai numeri per capire l’importanza assunta dall’Asia agli occhi della Santa Sede. Se è vero che la popolazione cattolica mondiale è cresciuta tra il 2022 e il 2023 – con un aumento dell’1,15% raggiungendo circa 1,406 miliardi di fedeli – è altrettanto vero che non tutte le regioni del mondo stanno assistendo agli stessi trend.
Mentre in Europa le chiese si svuotano e la fede evapora come neve al sole, in Africa e Asia il terreno è particolarmente fertile. Il continente asiatico, che ospita circa l’11% dei cattolici del mondo, ha registrato una crescita dello +0,6%, rivelandosi più attiva dell’Europa, considerata la regione meno dinamica del pianeta, con una crescita di appena lo +0,2% e una popolazione globale di fedeli pari al 20,4%.
Secondo l’Annuarium Statisticum Ecclesiae 2023, pubblicato dalla Libreria Editrice Vaticana (LEV) e compilato dall’Ufficio centrale di statistica della Chiesa presso la Segreteria di Stato, il 76,7% dei cattolici del Sud-est asiatico è concentrato nelle Filippine, con 93 milioni, e in India, con 23 milioni. In Cina si contano invece 14 milioni di fedeli su una popolazione di circa 1,4 miliardi di persone: una piccola prateria che Francesco aveva iniziato lentamente a coltivare, se non altro risvegliando i tiepidi rapporti tra la Santa Sede e Pechino.

Guardare verso est
“Dobbiamo andare in Asia”, disse Papa Francesco nel 2013 all’inizio del suo pontificato, e così sarebbe stato.
“Sorprendentemente, città come Parigi, Milano e Paesi come Austria e Irlanda non avranno un cardinale nel conclave. Avremo invece cardinali dalla Mongolia, dove i cattolici sono solo un migliaio circa, dal Myanmar e un altro dalla Thailandia, Paesi a larga maggioranza buddista”, ha fatto notare il teologo Gianni Criveller, missionario per decenni nel mondo cinese e direttore del quotidiano digitale Asia News. Per la prima volta l’Asia sarà rappresentata da 23 cardinali elettori su 135. La Cina ne avrà uno: il vescovo Stephen Chow Sau Yan di Hong Kong.
Ma perché questo continente era così importante agli occhi di Papa Francesco? Semplice: la percentuale dei cattolici in Asia è cresciuta a vista d’occhio nell’ultimo secolo mentre il numero di sacerdoti e suore è in forte aumento. Il promemoria che Bergoglio ha lasciato al suo successore è dunque chiaro: l’Asia è un continente in ascesa in termini di potere e influenza, e costituisce quindi una questione di estrema importanza per il cattolicesimo, in quanto regione dotata di un immenso potenziale di evangelizzazione.


