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Monsignor Antoine Audo, vescovo di Aleppo, accompagnato da Aiuto alla Chiesa che soffre, è appena entrato nella redazione de “Il Giornale” per incontrare i lettori. Do un ultimo sguardo alla mail prima di intervistarlo. C’è un messaggio da parte di un sacerdote di origine siriana che vive in Italia. È preoccupato per quanto sta accadendo ad Aleppo e mi scrive: “Negli ultimi giorni oltre 200 morti. Ma che colpa ha questa povera gente? Ho dei parenti lì: zie, cugini, amici che vivono nel terrore e nella paura”. Poi l’appello: “Fate qualcosa“.

E qualcosa viene fatto proprio durante l’incontro organizzato da “Gli Occhi della Guerra”. L’incontro è stato introdotto dal vicedirettore de “Il Giornale”, Giuseppe De Bellis, che ha ricordato il martirio dei cristiani in Medio Oriente, e l’importanza delle comunità in Siria e in Iraq.Ha preso poi la parola l’assessore alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia, Cristina Cappellini, che, ricordando la Fontana di Trevi tinta di rosso dal sangue dei martiri, ha invitato ad un maggior impegno politico nei confronti delle minoranze cristiane nel mondo.Laura Lesévre, project manager de “Gli Occhi della Guerra”, ha invece ricordato l’importante collaborazione con Aiuto alla Chiesa che soffre e che ha permesso di raccogliere oltre 40mila per i cristiani perseguitati. Alessandro Monteduro, invece, ha ricordato il ruolo dell’Associazione pontificia: dall’Iraq – in aiuto dei profughi cristiani – fino alla Siria. Anche se l’attività di Aiuto alla Chiesa che soffre è diffusa in tutto il mondo. Giovanni Masini, reporter appena tornato dal nord dell’Iraq, ha intervistato monsignor Antoine Audo, arcivescovo di Aleppo.[Best_Wordpress_Gallery id=”134″ gal_title=”vescovo1″]E monsignore ha spiegato qual è realmente la situazione dei cristiani in Siria. Da quando la rivoluzione ha smembrato questo Stato, è iniziato il calvario dei cristiani. Non solo: Audo ha anche messo in guardia dalla Turchia, dall’Arabia Saudita e dal Qatar che forniscono soldi ai gruppi estremisti. Ma, secondo monsignor Audo, dietro ai terroristi dello Stato islamico ci sono anche Usa e Israele che puntano alla destabilizzazione del Medio Oriente tutto.Parole anche controcorrente quelle di monsignor Audo. Ma che permettono di fare qualcosa di concreto. Proprio come richiesto, in un tragico appello via mail, dal sacerdote siriano.