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In Russia, all’ombra delle cupole d’oro e degli stolti in Cristo, una forza oscura va minacciando i figli e le figlie di San Vladimir e Rurik, dei quali e delle quali reclama la vita periodicamente e violentemente. Quella forza è il satanismo acido, i cui proseliti popolano l’intero territorio della sconfinata Federazione e, quando particolarmente assetati di sangue e odio, escono dal buio per compiere sacrifici umani e dare le chiese alle fiamme.

Pericolosi e invisibili

La Russia ha scoperto di avere un problema con il cosiddetto satanismo acido – il ramo più integralista e truculento di quella variegata galassia filosofico-religiosa che è il satanismo – lo scorso agosto, quando due giovani fidanzati, Andrei Tregubenko e Olga Bolshakova, hanno confessato di aver compiuto due omicidi rituali nel 2016. I corpi delle vittime, nonostante l’ammissione, saranno difficili da ritrovare: la coppia aveva banchettato antropofagicamente con essi, seppellendone le ossa da qualche parte nelle foreste spettrali della gelida Carelia.

Curiosamente, mentre Tregubenko e Bolshakova ammettevano i loro crimini scioccanti, un 15enne con problemi psichici, il 10 dello stesso mese, veniva persuaso da una setta satanica ad incendiare la Chiesa dell’Assunzione (Carelia) – un patrimonio nazionale –, andata completamente distrutta a causa della sua struttura lignea. Un caso scioccante, quello degli sposini di Satana, ma che non è il primo e non sarà l’ultimo. Prima di loro, nel 2010, fu il turno di un altro duo, composto da Maksim Glavatskikh e Yuri Mozhnov, la cui battuta di caccia sarebbe sfociata nel sacrificio a Bafometto della sedicenne Karina Buduchian.

Tre morti violente in sei anni, dal 2010 al 2016, e nessun caso ufficialmente aperto da allora. La domanda, dunque è più che lecita: il satanismo acido rappresenta una minaccia reale o si tratta di un’emergenza fittizia, pompata dalla stampa e cavalcata dalla Chiesa ortodossa? La verità è che, stando agli investigatori che combattono le sette del satanismo acido, il problema è tanto vasto quanto invisibile. Ed è tanto pernicioso quanto difficile da ostacolare.

Le ragioni dell’apparente invincibilità del satanismo acido made in Russia sono abbastanza chiare per Roman Silantyev, consulente religioso del Cremlino e veterano della guerra alle sette e ai culti distruttivi. I satanisti acidi, nella consapevolezza che l’assassinio di amici, colleghi o persone con una vita ordinaria attrarrebbe l’attenzione di stampa e forze dell’ordine, hanno storicamente prediletto una preda specifica: i senzatetto.

Vulnerabili in quanto perennemente in strada e perfetti perché completamente soli, estraniati e ripudiati dalla società, i senzatetto, secondo Silantyev, sarebbero le prime e principali vittime delle sette sataniche russe. A centinaia ne scompaiono ogni anno, facendo perdere ogni traccia, e tra le 20 e le 30 sparizioni sarebbero da imputare ai cacciatori di uomini del Demonio. Sparizioni per i quali nessuno verrà indagato, nessun fascicolo verrà aperto, perché nessun commissariato è realmente interessato al destino di un clochard.

Quanti sono, chi sono e dove si trovano

Il movimento satanista della Federazione è stato storicamente presente nell’area sanpietroburghese e, qui come altrove, è diviso in movimenti sotterranei e pubblici – come la Chiesa di Satana, fondata da Oleg Sataninsky nel 2013 –, ed è composto da credenti di una pluralità di scuole: teistiche, antiteistiche, crowleyane, laveyane, luciferiane, bafomettiane e altre ancora.

Per quanto riguarda i satanisti acidi, cioè coloro che credono nell’indispensabilità dei sacrifici umani, nel potere reale della negromanzia e nella necessità di compiere periodicamente della gesta cristofobiche di alto livello – come possono essere il rogo di una chiesa o l’aggressione ad un prete –, le indagini hanno appurato una loro presenza a macchia d’olio in tutta la Federazione. Secondo Silantyev, infatti, “bande di satanisti, coinvolte in omicidi rituali, sono state ripetutamente identificate a Nevinnomyssk, Rybinsk e nella regione di Tula”.

Quanti siano gli acidi non è dato saperlo, ma le stime ufficiali parlano dell’esistenza di un piccolo quanto vivace esercito di satanisti all’interno della Federazione, nelle cui file militerebbero 50-100mila persone. E gli integralisti, coloro che credono realmente nella tangibilità del patto col Diavolo, non  costituirebbero che un’esigua minoranza all’interno di questo universo. Una minoranza che, forte della propria invisibilità, ogni anno miete impunemente decine di vittime – e, forse, anche di più.