Papa Leone XIV dedica la prima enciclica del Pontificato all’intelligenza artificiale. Tema alquanto fuori registro se si sta all’essenza del suo mestiere, che è quella di custodire la Tradizione cattolica e testimoniare Gesù e, si sanctus, oret, come recita il detto.
Rischio di cui il Papa è consapevole, così spiega che il documento riecheggia quello del suo predecessore Leone XIII, il quale nella Rerum novarum, che generò la dottrina sociale della Chiesa, a quanti obiettavano la Chiesa non dovesse occuparsi di questioni mondane, ma solo “di comunicare un messaggio di vita eterna, egli rispondeva con realismo e sapienza che l’annuncio del Vangelo non può dimenticare la vita concreta dei popoli”.
Allora si trattava della società industrializzata, oggi della Tecnica, che con l’AI ha assunto un’importanza e una pervasività sempre maggiore, a tutti i livelli. Inutile sintetizzare l’enciclica, che peraltro leggeranno, come solito per questi documenti, solo gli addetti ai lavori.
Riportiamo un passaggio: “Come avvertiva Papa Francesco, occorre domandarci con realismo chi oggi detenga questo potere e a quali fini lo orienti: ‘Non possiamo ignorare che l’energia nucleare, la biotecnologia, l’informatica, la conoscenza del nostro stesso DNA e altre potenzialità che abbiamo acquisito […] danno a coloro che detengono la conoscenza, e soprattutto il potere economico per sfruttarla, un dominio impressionante sull’insieme del genere umano e del mondo intero'”.
“Un tempo erano soprattutto gli Stati a guidare e indirizzare l’innovazione. Oggi, invece, i principali motori dello sviluppo sono attori privati, spesso transnazionali, dotati di risorse e capacità di intervento superiori a quelle di molti governi. Il potere tecnologico assume così un volto inedito, prevalentemente ‘privato’, e per questo ancora più difficile da discernere, governare e orientare al bene comune”. Per nulla banale.
Se ci interessiamo al tema, però, è per un articolo di David Streitfeld sul New York Times secondo il quale stiamo assistendo a un confronto religioso, per il cronista una guerra di religione, dal momento che Big Tech si concepisce come un movimento religioso.
“La Silicon Valley”, scrive Streitfeld, “ha sempre nutrito sogni messianici […]. Una delle più vecchie barzellette del settore narra di un programmatore che chiede al computer: ‘Esiste Dio?’. Risposta: ‘Ora sì’. Il Whole Earth Catalog, un compendio di strumenti proto-hacker che influenzò profondamente Steve Jobs, dichiarava: ‘Siamo come dei e tanto vale imparare a esserlo bene’ […] quei sogni iniziali si sono avverati. Prossima tappa: la trascendenza”.
Quindi, dopo aver accennato all’impatto dell’enciclica papale su tale sviluppo, richiama un documento di Innocenzo III, che attribuì al papato il mysterium lunae: tale mistero richiamava la Chiesa all’umiltà di riconoscere che può solo riflettere la luce del Signore, concetto che Innocenzo declinò in ambito terreno, così che “il papato era il sole e i semplici re la luna”, da cui la subordinazione.
Secondo Streitfeld “Elon Musk, Mark Zuckerberg, Peter Thiel, Sam Altman e i loro colleghi esercitano un’influenza simile sui re moderni, i politici […]. Questa tecnologia si sviluppa negli uffici e nelle aule scolastiche con una velocità vertiginosa e con effetti ancora sconosciuti. La vecchia religione che sfida la nuova è una storia avvincente, degna di un thriller”, annota Streitfeld.
In realtà, come spiega il cronista, il Papa non vuole entrare il conflitto con la Silincon Valley, ma partecipare al dibattito sulle criticità dell’AI. E, tra i tanti interventi su fede e tecnologia, ne annota uno un po’ meno fumoso, quello di Luke Burgis, fondatore del Cluny Institute: l’enciclica “potrebbe aiutare le persone a sviluppare un vocabolario per capire qualcosa di nuovo, come la Rerum Novarum aiutò a comprendere l’idea del giusto salario”.
“Vent’anni fa”, continua Streitfeld, “l’idea di uno scontro tra un papa e la Silicon Valley era addirittura impensabile. Ma negli ultimi anni, la tecnologia si è spinta sempre più in là in ambiti che un tempo erano esclusivamente religiosi. Grande l’impegno profuso per scongiurare la morte attraverso varie forme di ‘hacking’ dello stile di vita. La Singolarità – il momento estatico in cui uomo e macchina si fondono – è un altro tema caldo”.
“Thiel, magnate del settore tecnologico, tiene conferenze sull’Anticristo […]. Un ex ingegnere di Google, Anthony Levandowski, ha fondato una chiesa nel 2017 per ‘promuovere la realizzazione di una Divinità basata sull’intelligenza artificiale'”
Levandowski “era in anticipo sui tempi. L’intelligenza artificiale è ora ampiamente considerata negli ambienti tecnologici e da chi simpatizza per la tecnologia come qualcosa di quasi divino”.
“La gente è pronta a fare dell’AI il propio dio”, ha affermato Garry Tan, direttore di Y Combinator. Mentre John Lennox, ex docente di Oxford, afferma: “Questa corsa alla superintelligenza artificiale ha lo scopo di creare Dio ed essere Dio”. Infine, Bill Gates, contemplando il glorioso futuro, ha detto: “Si potrebbe quasi definirla una nuova religione”.
“Se l’intelligenza artificiale è una nuova religione o un nuovo Dio”, commenta Streitfeld, “ciò la pone in competizione con le vecchie religioni e i vecchi Dei. E la Silicon Valley, in genere, ha una sola risposta alla concorrenza: schiacciarla”.
Greg M. Epstein, cappellano umanista di Harvard e del MIT, da “ateo”, loda il tentativo papale: “Ci sono così poche istituzioni rimaste sulla Terra che possiedono la serietà, la forza e la rete comunitaria necessarie ad affrontare questo fenomeno, che sta cercando di diventare irreversibile e sovrumano”.
Tuttavia, forse è troppo tardi. “Le grandi aziende tecnologiche”, aggiunge Epstein, “sono essenzialmente una religione a sé stante, con una propria teologia e propri riti, per non parlare del loro potere e della loro influenza. L’enciclica di Papa Leone verrà automaticamente considerata una falsa dottrina’”.
Quanto ai rischi per la Chiesa, il celebre dialogo tra Napoleone e il Segretario di Stato vaticano, cardinal Consalvi, con il primo a minacciare che, se volesse, potrebbe distruggere la Chiesa. Risposta: Maestà, non ci siamo riusciti noi in tanti secoli, con le nostre infedeltà, e vorreste riuscirci voi?
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