Il Sovrano Militare Ordine di Malta sembra sull’orlo di una spaccatura. Il clima è rovente. La lotta sembrerebbe essere sì di “potere”, ma anche relativa al tipo di Chiesa cattolica che gli schieramenti interni intendono promuovere nel prossimo futuro. E la battaglia sta interessando emisferi di mondo ecclesiastico che, in chiave internazionale, risultano già divisi su altre questioni.

Di questi tempi, nell’Ecclesia sembra non esistere pacificazione. Nel caso dei cavalieri, lo scontro riguarda l’America del Nord e quella del Sud. Ma l’argomento di discussione non è relativo al continente americano, bensì ad alcune decisioni e volontà riformistiche della parte tedesca dell’Ordine. Anche in questo caso, insomma, sudamericani e teutonici risultano alleati, mentre gli statunitensi ed i canadesi fanno da controcanto. Succede più o meno lo stesso all’interno dell’assise cardinalizia, dove tedeschi e sudamericani rappresentano il mondo progressista, mentre gli americani del Nord costituiscono buona parte della realtà conservatrice e tradizionalista. Il pontefice argentino, tendenzialmente, sembrerebbe preferire il lato tedesco della scacchiera.

Stando a quanto riportato su Il Mattino, la battaglia nell’Ordine è animata pure da una serie di missive. A fare da paciere dovrebbe essere il cardinale Angelo Becciu, ex sostituto della segreteria di Stato. I tedeschi, in estrema sintesi, stanno provando ad innescare un meccanismo simile a quello prodotto “grazie” al “Sinodo interno”. La Chiesa di Germania, potentissima realtà nazionale che può contare pure sulla tassa ecclesiastica, ha velleità che gli americani del Nord non condividono. Nel caso del Sovrano Militare Ordine di Malta, la spinta della Germania passa attraverso il tentativo di promulgare una nuova costituzione. Il “concilio interno” promosso dall’episcopato, invece, è più complesso, se non altro perché interessa materie di natura universale, quale il rapporto tra dottrina ed omosessualità ed l’abolizione del celibato sacerdotale. Ma non può non essere notato come gli “schieramenti” coincidano pure in questa circostanza.

Da una parte, infatti, c’è il Gran Cancelliere dell’Ordine, che è appunto il tedesco Albrecht Friherr von Boeselager, che è supportato dai teutonici, dagli argentini e così via, dall’altra i cavalieri nordamericani. Così come in termini dottrinali, al più alto dei livelli del Vaticano, lo scontro è tra i tedeschi capitanati del cardinale Reinhard Marx e gli americani del cardinale Raymond Leo Burke. Il Gran Maestro dei cavalieri di Malta, dopo la morte di Fra Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, non è ancora stato scelto. E forse è anche questa impasse ad inficiare sullo stato della bagarre interna. Fatto sta che in campo permangono una visione più aperturista, anche in termini di allargamento delle maglie. Si combatte per esempio sui criteri tramite cui gli uomini possono divenire membri dell’Ordine, in specie del cavalierato. Non è un punto all’ordine del giorno semplice da dipanare.

Veniamo alla questione delle missive. Gli americani del Nord – dicevamo – hanno sollevato argomentazioni piccate. Rimostranze a cui i sudamericani hanno replicato, prendendo le parti dei teutonici: “Il tono della lettera (di quella inviata dagli americani del Nord, ndr) ci rattrista perché pone ostacoli indesiderati e improduttivi nel lungo e complesso processo di riforma avviato dal Governo dell’Ordine, di concerto con Sua Eminenza, Delegato Speciale del Santo Padre presso l’Ordine di Malta, per rafforzare l’unità dell’Ordine e rinvigorire le sue fondamenta religiose basate sullo spirito melitense – hanno fatto sapere dal Sud America – . Ci auguriamo che le consultazioni con la Santa Sede possano progredire rapidamente per facilitare la distribuzione a tutte le Associazioni nazionali della bozza esistente della riforma costituzionale e del Codice riveduto”. Molto, dunque, ruoterà attorno alle “consultazioni” che avverranno all’interno delle mura leonine.

Considerato lo stato di partenza, sembra lecito ipotizzare che alla fine a spuntarla siano i tedeschi. La gestione di Bergoglio, sino a questo momento, ha spesso assecondato le riforme. E il caso del Sovrano Militare Ordine di Malta non dovrebbe fare eccezione.

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