Si apre oggi a Kiev, alla presenza del patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, il concilio per l’Unificazione. È il primo passo verso la proclamazione ufficiale, alla vigilia del Natale ortodosso, il prossimo 6 gennaio, dell’indipendenza della chiesa ortodossa ucraina. I rappresentanti riuniti nella basilica di Santa Sofia, nella capitale ucraina, eleggeranno, infatti, il primate della chiesa di Kiev, che ad Istanbul riceverà da Bartolomeo I il Tomos, ovvero il decreto che ne stabilisce l’autocefalia.

La chiesa ortodossa ucraina si spacca

Ma il Concilio parte zoppo e tra le polemiche. La stragrande maggioranza dei novanta rappresentanti della Chiesa ucraina soggetta al patriarcato di Mosca, guidati dal Metropolita Onufry, ha declinato l’invito del patriarca ecumenico, scegliendo di non partecipare all’assemblea. A boicottare l’evento saranno, infatti, oltre 83 vescovi della chiesa di Kiev che hanno scelto di rimanere fedeli alla chiesa russa. Ulteriori tensioni in seno all’Ortodossia, inoltre, potrebbero arrivare con l’elezione, piuttosto probabile, di uno dei rappresentanti delle due chiese indipendenti nate nel 1991 dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Chiesa Ortodossa del Patriarcato di Kiev, guidata da Filarete, che parteciperà con 40 rappresentanti, e la Chiesa ortodossa autocefala ucraina di Makariy, che ne conta invece qualche decina. Tra i nomi più gettonati, infatti, secondo La Stampa, ci sarebbe quello del metropolita Epiphany Dumenko, discepolo di Filarete, e quello del metropolita Michael di Lutsk. Il legame del nuovo primate con la chiesa di Filarete, considerata finora scismatica dalla maggioranza del mondo ortodosso, aggraverebbe, infatti, la frattura con le altre chiese nazionali, come ad esempio quella serba.

“In atto una persecuzione su vasta scala”

Intanto il patriarca di Mosca e di tutte le russie Kirill, alla vigilia del Concilio ha denunciato l’inizio di una “persecuzione su vasta scala” di esponenti religiosi e fedeli della chiesa che fa capo al Patriarcato di Mosca, lanciando un appello ai rappresentanti della comunità internazionale e a Papa Francesco perché si adoperino per garantire la “protezione” dei fedeli in Ucraina. “Le istituzioni secolari ucraine, che da tempo interferiscono nelle questioni della Chiesa, hanno iniziato ad esercitare pressioni brutali su vescovi e preti della Chiesa Ortodossa ucraina – ha scritto Kirill – per costringere i vescovi a partecipare al cosiddetto consiglio per l’unificazione per la creazione di una chiesa ortodossa”. Molti tra i vescovi che hanno scelto di disertare l’assemblea, infatti, sono stati oggetto di perquisizioni nelle proprie abitazioni e sono stati convocati per essere interrogati dai servizi segreti ucraini. L’ultimo ad essere stato condotto a Kiev dagli uomini dell’Sbu per un faccia a faccia con il presidente Petro Poroshenko è stato il metropolita Agapit di Mogilyov-Podoslky e Shargorod. Sono molti anche i religiosi dissidenti oggetto nelle scorse settimane di pressioni o inchieste penali legate al rifiuto di partecipare al concilio.

Una nuova offensiva nel Donbass?

Il conflitto congelato tra Mosca e Kiev si sposta dalle trincee alle parrocchie. E il nuovo fronte che si è aperto con la decisione del patriarca ecumenico di accogliere l’appello per l’autocefalia della chiesa ucraina non fa altro che gettare ulteriore benzina sul fuoco di una guerra strisciante che va avanti da oltre quattro anni e che rischia di riesplodere da un momento all’altro. Per il ministero degli Esteri di Mosca, infatti, il governo ucraino starebbe preparando una nuova “imminente offensiva nelle regioni del Donbass”, avanzando nelle zone controllate dai volontari filorussi in direzione della costa del Mare di Azov, a est di Mariupol. Per questo i militari russi continuano ad ammassarsi a Novocherkask, nella regione di Rostov, dove sono è stata rafforzata la 150esima divisione, mentre non si fermano le esercitazioni a sorpresa per le unità del distretto militare centrale, quello incaricato di intervenire nel caso di una nuova escalation del conflitto.

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