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Sputi sui fedeli, vandalismi nei cimiteri, messe interrotte, attacchi ai credenti: stiamo parlando di un Paese governato da estremisti musulmani? No, di alcuni casi di attività ostili ai cristiani condotte dagli ultraortodossi nello Stato d’Israele nel 2023 secondo quanto analizzato da un’organizzazione di Gerusalemme, il Rossing Center, che si occupa di studi sulla libertà di culto nel Paese.

I cristiani rappresentano poco meno del 2% dei quasi 10 milioni di cittadini israeliani e, fatto più importante, il 75,3%, secondo il Rossing Center, sono appartenenti all’etnia araba. Ebbene, il Rossing Center ha messo nero su bianco diverse problematiche, collegando l’aumento dell’intolleranza anti-cristiana al senso di “liberi tutti” che l’insediamento del governo di ultradestra di Benjamin Netanyahu, che ha portato nella stanza dei bottoni i nazionalisti duri e puri e i suprematisti religiosi, ha garantito alle frange più estreme della società del Paese.

“Nel 2023, le comunità cristiane locali hanno sperimentato un aumento significativo sia della frequenza che intensità delle molestie nei loro confronti“, ha scritto il Rossing Center, che spiega: “Mentre l’ostilità verso la presenza cristiana è stata a fenomeno di lunga data in alcune comunità locali, ora si è intensificato fino a diventare un più ampio e grave fenomeno. Secondo i leader cristiani e esperti del cristianesimo in Terra Santa, esiste una connessione tra il crescente senso di insicurezza tra i cristiani locali e quello che caratterizza il contesto socio-politico più ampio scenario della società israeliana”.

Inoltre il report segnala che gli “episodi di sputi e molestie verbali dirette ai pellegrini provenienti dall’estero nel 2023 hanno segnato un costante sviluppo nel contesto delle ostilità contro Cristiani. Storicamente, i visitatori stranieri erano in genere stati esentati da tali molestie“.

Tuttavia, ormai essi sono considerati fenomeni comuni in aree come “l’area del Monte Sion o il sentiero della Via Dolorosa. Inoltre, ci sono stati diversi rapporti informali delle guide turistiche su casi in cui ai pellegrini cristiani è stato negato l’accesso a siti religiosi ebraici come la Tomba di David”.

Hana Bendcowsky del Rossing Center ha spiegato ad Aiuto alla Chiesa che Soffre che la trentina di episodi di vandalismo e attacchi a siti cristiani del 2023 sono probabilmente solo “la punta dell’iceberg”. L’Ong per la tutela delle comunità cristiane perseguitate ha diffuso e rilanciato il report del Rossing Center, segnalando anche l’endorsement al lavoro di ricerca dell’associazione di Gerusalemme fatto dal Patriarca Latino di Gerusalemme, cardinale Pierbattista Pizzaballa, che già nello scorso aprile aveva denunciato l’escalation di azioni anti-cristiane. Pizzaballa ha speso, dopo gli attacchi di Hamas in Israele del 7 ottobre, parole di conciliazione e pacificazione raccolte dalle comunità cristiane di Israele e Palestina che rischiano di trovarsi tra l’incudine e il martello in questa fase di montante estremismo. E in cui anche nello Stato Ebraico le frange più radicali minano la concordia tra fedi che in Terra Santa ha saputo, a lungo prosperare e che la maggior parte dei cittadini israeliani non mette in discussione ma che è minacciata da minoranze rumorose e non fermate da una politica incapace di dare il buon esempio.

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