Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti, un presidente rende ufficialmente omaggio alla Vergine Maria. Trump, protestante, chiude il messaggio con la preghiera mariana. Silenzio quasi totale della stampa, compreso Avvenire.
Il giorno dell’Immacolata Concezione di quest’anno, 8 dicembre, è accaduto qualcosa di inedito nella storia politica degli Stati Uniti. Donald J. Trump, presidente in carica, ha pubblicato un messaggio ufficiale dedicato alla Vergine Maria. Non un semplice augurio, ma un testo solenne, vibrante, intriso di riferimenti espliciti alla missione salvifica di Maria, all’Incarnazione, alla grazia e alla fede. Un omaggio per nulla scontato da parte di un uomo che è protestante, eletto anche grazie a quel mondo evangelico americano poco incline alla devozione mariana.
Eppure è successo. E quasi nessuno ne ha parlato.
Una novità assoluta nella storia americana
La novità del gesto è evidente: nessun presidente degli Stati Uniti — né democratico, né repubblicano, né credente fervente, né tiepido — aveva mai reso omaggio pubblico alla Madonna, e tanto meno in forma di comunicato ufficiale nel giorno della Solennità dell’Immacolata Concezione. Gli USA sono un paese che conosce la fede, la religione e l’impegno pubblico dei credenti, ma l’istituzione presidenziale ha sempre mantenuto una certa distanza da riferimenti così specificamente cattolici.
Il messaggio di Trump rompe una consuetudine lunga quasi due secoli e mezzo. Lo fa con un linguaggio inatteso: non politico, non strumentale, non identitario. Il tono è alto, devoto, quasi commosso.
Il linguaggio e il tono: Trump parla da protestante… a Maria
Trump non si converte al cattolicesimo. Non ne ha motivo e non lo dichiara. Ma in quelle righe, si percepisce il riconoscimento pubblico della Madre di Dio, della sua intercessione, del suo ruolo nella storia della salvezza. Il testo scorre con naturalezza, lontano da ogni tecnicismo.
Eppure, proprio per questo, sorprende. Trump è stato sostenuto con forza da ampi settori evangelici e protestanti, i quali — com’è noto — vedono con sospetto tanto la Chiesa di Roma quanto il culto mariano. Allo stesso tempo, una grande parte del voto cattolico, specie quello praticante, lo ha premiato. L’8 dicembre, in un gesto totalmente inatteso, quelle due anime, storicamente distanti, sembrano sfiorarsi.
Quasi nessuna eco mediatica
Sorprendentemente la notizia non fa, come si suol dire, il giro del mondo, tutt’altro. Negli Stati Uniti e in Europa, Italia compresa, nessun cenno, non solo sulle prime pagine ma anche in quelle più nascoste, con rare eccezioni: i siti religiosi, i blog cattolici e qualche testata specializzata. Il silenzio del sistema mediatico — mainstream, progressista, conservatore, generalista, laico o “religioso di facciata” — è assordante. L’evento scivola via come se non fosse degno di nota. Nella comunicazione pubblica, dove ogni gesto di Trump produce colonne di commenti, questa volta non accade nulla. Il silenzio non è casuale: è così uniforme da diventare, esso stesso, un fenomeno.
Il caso Avvenire
Colpisce, più di tutti, l’assenza di un accenno significativo su Avvenire, quotidiano della Conferenza episcopale italiana. Parliamo del giornale che, più di ogni altro, dovrebbe registrare — almeno come curiosità — che un presidente degli Stati Uniti ha reso onore alla Madonna nel giorno dell’Immacolata. E invece nulla. Non un titolo, non una nota, non un commento visibile.
Forse accadrà nei prossimi giorni. Forse un editoriale recupererà la notizia. Ma ad oggi, entrare nel sito e ricercare questo fatto produce sorpresa: una solennità dichiarata in pubblico dal capo della principale democrazia occidentale, in onore della Madre di Dio, non merita una riga.
Una circostanza personale: Firenze, Palazzo Strozzi, Beato Angelico
Quando ho saputo del messaggio, mi trovavo a Firenze, a Palazzo Strozzi, dove è in corso una mostra straordinaria dedicata a Beato Angelico. Davanti alle sue Madonne — luminose, pudiche, eternamente sospese tra cielo e terra — la notizia mi ha colpito in modo particolare. Era come percepire un filo invisibile che univa l’arte rinascimentale, la grande tradizione cattolica e un gesto inatteso di un presidente americano.
In quelle stanze, tra l’oro dei nimbi, i volti dolcissimi, la luce che scende dall’alto, suonava meno improbabile che la devozione mariana potesse affiorare anche laddove non la si aspetta. Una comunione inattesa, forse fragile, forse simbolica, e tuttavia reale.
E da cattolico praticante, in un angolo della mente è affiorato un pensiero, quasi involontario. Giovanni Paolo II, scampato all’attentato del 1981, attribuì alla Madonna di Fatima la deviazione della pallottola. Trump è stato, a sua volta, miracolosamente risparmiato in un attentato: la traiettoria del proiettile gli sfiorò la testa. Non mi avventuro in un’interpretazione teologica… ma di fronte alle Madonne di Beato Angelico, così vicine e così eterne, la domanda mi sorge spontanea: chi ha deviato la pallottola questa volta?
Le ultime parole: la preghiera
Quasi a suggello di questo evento senza precedenti, il messaggio di Trump si conclude con un testo mariano. Non un riferimento laterale, non una frase generica, ma una preghiera. L’atto politico diventa atto liturgico. Un presidente, in carica, che chiude il suo comunicato pubblico con parole di supplica e di affidamento alla Vergine Maria.
In un tempo di polarizzazioni, di cinismo e di marketing religioso permanente, il dato resta. Dopo due secoli e mezzo di storia americana, è la prima volta. E “naturalmente” nessuno ne parla.
Qui sotto riporto il testo completo del Messaggio presidenziale nella sua traduzione italiana. La sua lettura integrale è necessaria per comprendere la proporzione e il contenuto di un gesto senza precedenti.
Messaggio presidenziale per la Festa dell’Immacolata Concezione
Casa Bianca
8 dicembre 2025
Oggi riconosco tutti gli americani che celebrano l’8 dicembre come giorno santo, in onore della fede, dell’umiltà e dell’amore di Maria, madre di Gesù e una delle figure più grandi della Bibbia.
Nella Festa dell’Immacolata Concezione, i cattolici celebrano ciò che essi credono essere la libertà dal peccato originale di Maria, come madre di Dio. Ella entrò per la prima volta nella storia come una giovane donna quando, secondo la Sacra Scrittura, l’Arcangelo Gabriele la salutò nel villaggio di Nazareth con l’annuncio di un miracolo: «Ave, piena di grazia! Il Signore è con te», annunciando che «concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù».
In uno degli atti più profondi e decisivi della storia, Maria accettò eroicamente la volontà di Dio con fiducia e umiltà: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». La decisione di Maria cambiò per sempre il corso dell’umanità. Nove mesi dopo, Dio si fece uomo quando Maria diede alla luce un figlio, Gesù, che avrebbe poi offerto la propria vita sulla Croce per la redenzione dei peccati e la salvezza del mondo.
Da quasi 250 anni, Maria ha avuto un ruolo particolare nella nostra grande storia americana. Nel 1792, meno di un decennio dopo la fine della Guerra d’Indipendenza, il vescovo John Carroll – primo vescovo cattolico negli Stati Uniti e cugino del firmatario della Dichiarazione d’Indipendenza Charles Carroll – consacrò la nostra giovane Nazione alla madre di Cristo. Meno di un quarto di secolo più tardi, i cattolici attribuirono alla protezione di Maria la sorprendente vittoria del generale Andrew Jackson sugli inglesi nella battaglia decisiva di New Orleans. Ogni anno, a New Orleans, l’8 gennaio, i cattolici celebrano una Messa di ringraziamento in memoria dell’aiuto di Maria nel salvare la città.
Nel corso dei secoli, grandi figure americane come Elizabeth Ann Seton, Frances Xavier Cabrini e Fulton Sheen, che dedicarono la loro vita a glorificare Dio nel servizio agli altri, hanno nutrito una profonda devozione per Maria. La Basilica del Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione, situata nel cuore della capitale della Nazione, onora Maria come la più grande chiesa del Nord America. L’intramontabile inno “Ave Maria” rimane amato da innumerevoli cittadini. Ella ha ispirato la fondazione di chiese, ospedali e scuole. Quasi cinquanta college e università americane portano il suo nome. E, tra pochi giorni, il 12 dicembre, i cattolici degli Stati Uniti e del Messico celebreranno la costante devozione a Maria che ebbe origine nel cuore del Messico – luogo che oggi ospita la splendida Basilica di Nostra Signora di Guadalupe – nel 1531. Avvicinandoci ai 250 anni della gloriosa indipendenza americana, riconosciamo e rendiamo grazie, con gratitudine totale, per il ruolo di Maria nel far avanzare pace, speranza e amore in America e oltre i nostri confini.
Più di un secolo fa, in piena Prima Guerra Mondiale, Papa Benedetto XV, guida della Chiesa cattolica romana, commissionò e dedicò una maestosa statua di Maria, Regina della Pace, con in braccio il Bambino e un ramo d’ulivo, affinché i fedeli cristiani fossero incoraggiati a guardare al suo esempio di pace e a pregare per la fine dello spaventoso massacro. Pochi mesi dopo, la Prima Guerra Mondiale terminò. Oggi guardiamo ancora una volta a Maria come fonte di ispirazione e incoraggiamento, mentre preghiamo per la fine della guerra e per una nuova e duratura era di pace, prosperità e armonia in Europa e in tutto il mondo.
In suo onore, e in un giorno così speciale per i nostri cittadini cattolici, ricordiamo le parole sacre che hanno portato aiuto, conforto e sostegno a generazioni di credenti americani nei momenti di bisogno:
Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te.
Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.