I cristiani sono ancora nel mirino. In Corea del Nord, in Medio Oriente e in Nord Africa. La minaccia viene soprattutto dai gruppi islamici radicali. L’obiettivo è quello di dividere la popolazione e fare in modo che il cristiano odi il sunnita e il sunnita odi lo sciita, come spiega Sua Beatitudine Padre Ibrahim Isaac Sidrak, patriarca della Chiesa copto-cattolica d’Egitto: “I cristiani sono nel mirino dei terroristi. Lo dico con forza e sofferenza. Sono attentati anche contro l’Egitto, per dividerlo. Ma, se puntavano a dividerci, il loro progetto è fallito”.
Per capire cosa sta realmente accadendo nel Paese nordafricano, venerdì 13 ottobre presso la se sede de “il Giornale” il reporter di guerra Gian Micalessin intervisterà il Patriarca di Alessandria d’Egitto, Sua Beatitudine Ibrahim Isaac Sidrak. Interverrà anche il Direttore di Aiuto alla Chiesa che Soffre, Alessandro Monteduro, che illustrerà i risultati del rapporto “Perseguitati e dimenticati”, un dossier che, ogni due anni, la Fondazione pontificia dedica ai cristiani oppressi a causa della fede. L’incontro è libero ed è aperto fino ad esaurimento posti. Per info scrivere a [email protected] o telefonare allo 02 8566445.
Come scrive Il rapporto sulla libertà religiosa nel mondo di Aiuto alla Chiesa che Soffre, “la Repubblica araba d’Egitto ha una lunga tradizione come Stato. Nonostante sia in prevalenza musulmana, la nazione è casa della maggiore comunità cristiana del mondo arabo, i copti“. Una comunità disposta a tutto per difendere la propria fede. Molto spesso, i cristiani egiziani si fanno tatuare sulle braccia la Croce o il Rosario. Un simbolo di appartenenza e di fierezza.
La crisi che ha colpito l’Egitto nel 2011 ha peggiorato le condizioni di vita dei cristiani. Con Mohammed Morsi i Fratelli musulmani hanno preso il preso il potere e le persecuzioni ai danni dei cristiani sono aumentate. Nel 2014, in seguito ad un colpo di Stato per destituire Morsi, è andato al governo il generale Al Sisi e la situazione, per i cristiani d’Egitto, è migliorata, tanto che lo stesso presidente presenzia alle celebrazioni più importanti organizzate dalla Chiesa copta.
Questa riappacificazione all’interno del Paese non può piacere agli islamici radicali e, in particolare, allo Stato islamico. Lo scorso 9 aprile si è registrato un attacco simultaneo a due chiese, a Tanta e ad Alessandria. I morti sono stati 50. Come rappresaglia, Al Sisi ha dato ordine di bombardare pesantemente le postazioni jihadiste a Derna, in Libia.
Gli Occhi della Guerra e ilGiornale vogliono comprendere davvero come i cristiani vivono in Egitto. Qual è la loro condizione e quale contributo stanno dando alla rinascita del Paese. Per questo, l’incontro del prossimo 13 ottobre rappresenta una grande opportunità. Alla quale siete tutti invitati.
Se vuoi partecipare all’evento sui Cristiani perseguitati scrivi a [email protected] o chiama lo 02 8566445
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