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L’onda travolgente del Covid-19 si è scagliata con forza sull’Occidente, mostrando tutta la fallàcia dei dogmi liberali e liberisti che per decenni hanno guidato le convinzioni delle élite euroamericane in ogni campo della vita politica ed economica.

L’eccessiva apertura al mondo ha dato vita ad un rapporto di (inter-)dipendenza fra i paesi avanzati ed il resto del pianeta, che in queste settimane si è mostrato estremamente esiziale per i primi, ma sta anche contribuendo a rimettere in discussione un altro falso dogma, quello della morte del sacro, o meglio, del cristianesimo.

Il papato è entrato definitivamente nella storia

La chiesa cattolica è l’istituzione più antica del mondo, avendo alle spalle due millenni di continuità storica ininterrotta, ed è anche l’ultimo impero per antonomasia, alla luce della sua estensione planetaria e della sua missione universalistica, che trascende i confini degli stati. Nonostante non sia riuscita ad impedire, e neanche a rallentare, la trasformazione dell’Occidente dal cuore pulsante della cristianità alla culla del laicismo, dell’irreligiosità e del nichilismo, ed il suo conseguente incamminamento in un’era post-cristiana, in questi giorni di crisi eccezionale ha dimostrato di potere, e volere, ancora svolgere un ruolo-guida.

La messa straordinaria di Papa Francesco in una piazza san Pietro vuota, con la cornice simbolica della pioggia battente, è già entrata nella storia, sancendo il ritorno definitivo del sacro, nel senso letterale e più profondo del termine, nelle relazioni internazionali e nella laica mondanità. Il semplice fatto che la messa abbia ricevuto una copertura mondiale è indicativo del prestigio di cui ancora godono il pontefice e il cattolicesimo.

Soltanto in Italia, dove i cattolici, praticanti e non, sono diminuiti bruscamente negli ultimi vent’anni, rappresentando ormai poco più della metà della popolazione, ossia il 60,1%, la messa straordinaria ha registrato ascolti record: circa 17 milioni di telespettatori. In altre parole, il 63% del pubblico che fra le 18 e le 19 si è sintonizzato alla televisione ha scelto uno dei canali in cui veniva trasmesso lo storico urbi et orbi.

Ma oltre a fornire supporto spirituale, a ridimensionare il terreno in favore del metafisico, il Vaticano sta agendo da protagonista nella battaglia contro il Covid-19, attraverso aiuti materiali e concreti. A inizio febbraio, all’apice dell’emergenza sanitaria da Covid-19 in Cina, la farmacia vaticana, il Centro Missionario della Chiesa Cinese in Italia e l’Elemosineria apostolica hanno raccolto 600mila mascherine su istruzioni del pontefice, spedendole nelle province di Hubei, Fujian e Zhejiang.

In Italia, invece, l’impegno in prima linea della chiesa cattolica è straordinariamente elevato, nonostante la scarsa visibilità mediatica: 13 milioni e 500mila euro sono stati dedicati fino ad oggi dalla Conferenza Episcopale Italiana al potenziamento delle strutture ospedaliere, alla cura delle famiglie indigenti e alla protezione dei senzatetto. Alla somma si aggiungono, poi, le iniziative locali, di diocesi e parrocchie, come le donazioni di apparecchiature costose come i ventilatori polmonari, pompe a infusione e defibrillatori, e l’acquisto di ambulanze.

Il risveglio cristiano da Washington a Mosca

Negli Stati Uniti, le chiese evangeliche sono scese in campo per aiutare la società a fronteggiare l’emergenza, e la stessa amministrazione Trump ha scelto volontariamente e strategicamente di riportare la fede al centro del discorso politico in questi giorni di crisi. Il presidente ha voluto anticipare al 15 marzo la giornata nazionale della preghiera, che tradizionalmente ha luogo ogni anno il primo giovedì di maggio, invitando la nazione ad unirsi in un momento di forte trascendenza.

La decisione era stata annunciata con una nota della Casa Bianca, scritta secondo uno stile incredibilmente somigliante a quello di un qualsiasi leader religioso“Vi chiedo di unirvi a me in una giornata di preghiera per tutte quelle persone che sono state colpite dalla pandemia del coronavirus, e di pregare affinché la mano guaritrice di Dio venga posta sul popolo della nostra Nazione”.

Le piccole e grandi chiese del paese avevano accolto calorosamente l’appello di Trump, organizzando delle messe fruibili in diretta streaming per quella giornata, lui stesso aveva partecipato ad una di queste, organizzata dal pastore Jentezen Franklin, culminata in 376mila visualizzazioni. Ma anche le altre chiese del paese avevano registrato il boom di presenze virtuali, registrando il doppio ed il triplo dei numeri rispetto ai giorni precedenti.

Anche in Russia si è assistito al protagonismo della chiesa ortodossa e delle sue iniziative, esilaranti per i non credenti ma significative per i fedeli, come le benedizioni via elicottero. Dal 10 al 17 marzo, alcune reliquie di san Giovanni Battista sono state esposte al pubblico nella cattedrale di Kazan (San Pietroburgo), attraendo quotidianamente migliaia di persone.

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