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Religioni

“Noi cristiani nel mirino che coltiviamo la speranza”

C’è la speranza, nelle parole di Ibrahim Isaac Sidrak, patriarca dei cattolici d’Egitto, pronunciate davanti ai lettori de Il Giornale: “Io voglio parlarvi di una Chiesa che vive nonostante la persecuzione. Noi non siamo vittime, ma testimoni di vita”. Perché...

C’è la speranza, nelle parole di Ibrahim Isaac Sidrak, patriarca dei cattolici d’Egitto, pronunciate davanti ai lettori de Il Giornale: “Io voglio parlarvi di una Chiesa che vive nonostante la persecuzione. Noi non siamo vittime, ma testimoni di vita”. Perché la vita vince su tutto. Anche sui jihadisti che uccidono i sacerdoti, come è successo poche ore prima che Sua Beatitudine parlasse.





Sono sempre di più i cristiani perseguitati nel mondo. Per questo Gli Occhi della Guerra, il 13 ottobre scorso, hanno organizzato un incontro con Aiuto alla Chiesa che Soffre. Perché il virus che ha colpito l’Occidente -come ha spiegato Alessandro Monteduro, direttore della fondazione pontificia in Italia – è quello dell’indifferenza. In troppi preferiscono guardare altrove, anche quando i cristiani vengono sgozzati a pochi chilometri dall’Italia, sulle coste della Libia. Chi li ricorda più quei 21 copti che il Papa ha chiamato martiri?

Alessandro Sallusti, direttore de Il Giornale, ha toccato proprio questa corda, quella dell’indifferenza: “Siamo un po’ imbarazzati. Col nostro giornale ci occupiamo di problemi che ci sembrano enormi, ma che in realtà, di fronte ai problemi che vivono i cristiani nel mondo, sono davvero una bazzecola. I racconti dei cristiani mediorientali sono vere immersioni in quelle che dovrebbero essere le vere gerarchie di tutti”.

Laura Lesèvre, project manager de Gli Occhi della Guerra, ha sottolineato l’importanza di questi incontri, che “nascono dall’amicizia con Aiuto alla Chiesa che Soffre e da una comunanza di intenti che si traduce nel voler raccontare le sofferenze  dei cristiani in un modo diverso rispetto a quello della fondazione pontificia: loro lo fanno attraverso delle missioni, noi con i nostri reporter”.

Alessandro Monteduro ha poi presentato Perseguitati e dimenticati. Rapporto sui Cristiani oppressi in ragione della loro fede tra il 2015 e il 2017. Un dossier – spiega il direttore di Acs – che prende in esame tredici Paesi, undici dei quali hanno subito una svolta drammatica e i cristiani hanno subito vere e proprie persecuzioni sanguinarie: “Alcuni sono stati impiccati o crocifissi, altri violentati, alcuni rapiti e mai più ritrovati”. In soli due Stati – Arabia Saudita e Corea del Nord – le condizioni dei cristiani non sono peggiorate, ma solo perché erano già tremende.

Gian Micalessin, storico inviato di guerra, ha dialogato a lungo con Sua Beatitudine, tratteggiando le condizioni dei cristiani non solo in Egitto, ma anche in Siria e in Iraq, due Paesi che rappresentano la culla della cristianità.

Il patriarca ha raccontato di come i cristiani rappresentino la parte più viva della società, sempre disposti a dialogare con chiunque, anche con i musulmani, che talvolta frequentano le scuole cattoliche: “Non abbiamo però abbastanza istituti. E la maggioranza dei giovani non va a scuola, innanzitutto per motivi economici, e poi per indifferenza”.

“Dobbiamo avere la speranza. Senza di essa non possiamo avanzare. Dobbiamo avere speranza nella gioventù, nella Chiesa e anche nei musulmani per fare il bene dell’Egitto”, ha concluso Ibrahim Isaac Sidrak.

Ed è proprio sulla speranza, che è tornata Laura Lesèvre, alla fine dell’incontro: “La vostra presenza qui è un segno che il virus dell’indifferenza può essere combattuto”.

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