Terrorismo, deforestazione, epidemie: un solo luogo, molte sfide
ECCO DOVE VOGLIAMO ANDARE

“Nel mondo milioni di cristiani continuano a vivere emarginati, in povertà, ma soprattutto discriminati e in pericolo. Dopo due anni di pandemia vogliamo tenere acceso un faro su questa oppressione e aiutare Aiuto alla Chiesa che Soffre Onlus a portare conforto e sostegno ai fedeli di tutto il mondo: in particolare coloro che vivono in Libano, Siria e India

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“Perché l’Occidente, dopo più di dieci anni di guerra, si è dimenticato di noi? Che fine avete fatto”. È questo l’urlo che si alza dalla Siria, martoriata da uno dei conflitti più sanguinosi che la storia ricordi (oltre cinquecentomila morti, fin quando è stato possibile contarli, secondo le stime delle Nazioni Unite). Perché quasi tutti ora guardano altrove? Perché abbiamo rimosso quel massacro dalle nostre vite (e pure dalle nostre coscienze)? Perché ora c’è il Covid, si dirà. Il virus, che ha strappato cinque milioni di persone dalla terra, si è insediato al primo posto dei notiziari. Da due anni a questa parte si parla unicamente di lui. C’è un’attenzione, a tratti morbosa, nei suoi confronti. Eppure, accanto al nemico invisibile, la storia continua a correre. E le ferite faticano a rimarginarsi.

Dopo oltre dieci anni di guerra in Siria, le macerie sono ancora lì, sia quelle degli edifici sia quelle nell’animo delle persone. Immaginare ciò che ha vissuto questo popolo – e quello che sta ancora vivendo – è impossibile per chi vive da questa parte del mondo. Ad Homs, una delle prime città a ribellarsi contro Bashar al Assad, è rimasto poco o nulla. Gli ospedali sono ormai un ricordo lontano e curarsi è praticamente impossibile. Gran parte del personale ospedaliero (le stime parlano del 70% circa) è emigrato all’estero e c’è un solo medico per diecimila abitanti (per capirci: in Italia ci sono quattro medici ogni mille persone). Per gli uomini l’aspettativa di vita si è abbassata di 15 anni, mentre per le donne di 10. Questa è la Siria di oggi. La Siria dimenticata dal mondo.

Beneficiario: Aiuto alla Chiesa che Soffre ONLUS
Causale: EROGAZIONE LIBERALE – ILGIORNALE PER I CRISTIANI CHE SOFFRONO
IBAN: IT23H0306909606100000077352
BIC/SWIFT: BCITITMM
Per altre informazioni puoi consultare la scheda del progetto

Eppure, in questi dieci anni di guerra, c’è chi è sempre rimasto ad aiutare questa terra martoriata: Aiuto alla Chiesa che Soffre, associazione di diritto pontificio che InsideOver e ilGiornale.it sono felici di aiutare anche quest’anno nella sua raccolta fondi per i cristiani dimenticati. In Siria, innanzitutto, dove Acs ha avviato un progetto per assicurare medicine e accertamenti clinici a 150 malati cronici. L’obiettivo è quello di arrivare là dove nessun altro può arrivare. Le sanzioni internazionali, infatti, non permettono a Damasco di acquistare le medicine che permetterebbero ai malati di curarsi e guarire. Un vero e proprio paradosso per un mondo totalmente focalizzato su questioni sanitarie.

E poi c’è il Libano, il piccolo e fondamentale Paese ad ovest della Siria. Chiunque abbia avuto la ventura di attraversalo dal 2011 in poi, non ha potuto far a meno di notare i piccoli per strada, scapigliati e malvestiti, mentre chiedono l’elemosina. Sono i profughi dalla Siria che ti ricordano cosa accade oltre confine. La povertà lì tocca tutti. La crisi economica, peggiorata con l’esplosione del porto di Beirut, tocca tutti. Comprese 2.500 famiglie cristiane di Zahleh, città ad est di Beirut. Anche in questo caso sono i numeri a parlare e li fornisce Aiuto alla Chiesa che Soffre: “Il potere d’acquisto è ridotto a un decimo, il tasso di povertà è al 74%, i prezzi dei beni di consumo sono aumentati fino al 120%. A causa della carenza di elettricità (tale da causare blackout anche di 20 ore al giorno) e della mancanza di combustibile, gli ospedali hanno ridotto drasticamente la loro attività”. Che fare dunque? Uno potrebbe scappare, cercare una vita altrove. Ma per la Chiesa locale è fondamentale rimanere. Perché è in queste terre che si sono mossi i primi discepoli. Perché hanno solcato quella terra che raccoglie, a ritmi quasi regolari, sangue, lacrime e sacrificio. Aiuto alla Chiesa che soffre, grazie ai benefattori che lo vorranno, si impegnerà a finanziare l’acquisto di beni alimentari (tra cui zucchero, riso, latte e pane) a beneficio delle famiglie cristiane.

Infine l’India, dove Acs si impegna ad aiutare 190 sacerdoti e 800 suore che sostengono poveri e malati nella diocesi di Calicut. Il peso del Covid-19, come spesso è successo, ha messo in crisi il sistema sanitario indiano. Uno scenario visto purtroppo mille volte: mancano posti letto e presidi essenziali per affrontare la malattia, a cominciare dall’ossigeno. E poi c’è il lavoro: il lockdown ha ridotto alla fame i tanti lavoratori saltuari che ora si trovano in difficoltà. 

A inizio pandemia, molti dicevano che ne saremmo usciti migliori. Difficile dire che sia andata così. Spesso, siamo diventati più sospettosi, più aggressivi e perfino intolleranti. Ci rifugiamo dietro le parole, ma sono le azioni quelle che contano davvero. Come quelle di Aiuto alla Chiesa che Soffre. Che InsideOver e ilGiornale.it hanno deciso di sostenere. Ancora una volta. Solamente aiutando chi fa il bene ne usciremo migliori. Ora tocca a te .

Qual è il crocevia del mondo di domani?
È lì che vogliamo portarvi