Il cristianesimo statunitense non se la passa meglio del cattolicesimo tedesco. In Germania, per via del “concilio interno” dell’episcopato teutonico, viene paventata un’ipotesi: c’è un rischio “scisma”. Il rapporto tra la dottrina e la morale sessuale può essere il motivo di una divisione interna, che pare esistere de facto, ma che per ora si ferma sul piano delle reciproche rimostranze.

Lo strappo istituzionale sembra essere dietro l’angolo, ma non è ancora avvenuto. Forse qualcosa accadrà nel corso del prossimo biennio, che è il tempo che i vescovi di quella nazione si sono concessi per rivedere parti consistenti dell’assetto dottrinale. I progressisti, guidati dal cardinale Reinhard Marx, stanno reinterpretando alcune certezze, che sono contenute nel Catechismo. L’omosessualità, per esempio, è già stata equiparata dai padri conciliari ad un comune orientamento sessuale. I tradizionalisti manifestano contrariati, scendendo persino nelle piazze bavaresi. Roma potrà cassare le decisioni dei tedeschi oppure avallarle senza colpo ferire.

Un discorso simile – con l’assenza del parere vincolante di una massima autorità spirituale – vale per la Chiesa metodista americana, che ancora per qualche altro tempo potrà essere definita “Chiesa metodista unita”. Siamo nel campo protestante, cui è attribuita una certa influenza politico-elettorale. Hillary Clinton è metodista. Le persone che nel mondo professano la confessione metodista sono milioni. Tredici secondo una recente disamina pubblicata su IlFoglio. Più o meno la metà di quei tredici risiede negli Stati Uniti. La presidenza di Donald Trump ha coadiuvato un processo di polarizzazione dell’opinione pubblica. The Donald, un convinto pro life, è vicino al cosiddetto “cristianesimo della prosperità”. La predicatrice evangelica Paula White ha persino ricevuto in incarico presso la Casa Bianca. E la religione, in generale, ha assunto una posizione in grado di tracciare una linea di separazione sul terreno dei valori: da una parte i conservatori, dall’altra i progressisti. E questo sta succedendo a prescindere dal tipo di Chiesa di riferimento.

Il metodismo è solo una delle correnti protestanti, ma la frattura che sta per concretizzarsi può essere utile anche a comprendere come vadano le cose, in relazione alle grandi questioni etiche, quando mancano solo pochi mesi alle elezioni presidenziali. La Germania – dicevamo – rischia di fare scuola: la Chiesa metodista a stelle e strisce si sta spaccando sull‘omosessualità. Per farla breve: i conservatori metodisti rimangono fedeli alla linea delle origini: l’omosessualità – sostengono, un po’ come sbandierato dai cattolici tradizionalisti in Occidente – non può essere ammessa, in specie per ciò che concerne i matrimoni tra persone dello stesso sesso. I progressisti metodisti, d’altro canto, sono di tutt’altro parere. E questo è il nocciolo della questione che può comportare uno “scisma” interno. Perché nessuno dei due fronti è disposto a cedere un centimetro alla controparte. E gli attori delle due diverse fazioni hanno già reso noto un progetto di scissione pacifica. A riportarlo, tra gli altri, è stato il New York Times.

Se il quadro appena esposto dovesse essere confermato, le Chiese metodiste diventeranno due. Colpi di scena dell’ultim’ora – almeno sino a questo momento – non sono previsti. E una parte di fronte protestante si frantumerebbe proprio a ridosso dell’appuntamento elettorale più importante dell’anno, quello che avrà luogo a novembre del 2020 e che vedrà contrapposti Donald Trump e il candidato vincente delle primarie democratiche. Progressismo e conservatorismo – com’è intuibile – stanno giocando una partita su larga scala, che non riguarda soltanto il futuro del cristianesimo-cattolico e che non è riconducibile soltanto ai confini europei.

Una battaglia che in alcuni casi, come nel contesto americano, può essere risolta mediante un accordo interno. In Germania, invece, la strada sembra lastricata da difficoltà maggiori. Il rischio di “scisma” in quel caso è meno evidente: si cercherà di evitare una vera e propria separazione.