Mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è atteso negli Stati Uniti per un incontro cruciale con il presidente Donald Trump a Mar-a-Lago, in Florida, dedicato al piano di pace per porre fine al conflitto con la Russia, a Kiev monta la pressione sul fronte interno a causa di un nuovo capitolo dello scandalo corruzione che coinvolge direttamente il Parlamento. Secondo quanto riportato dal Berliner Zeitung, l’agenzia anticorruzione ucraina Nabu ha annunciato sabato che i suoi investigatori sono stati ostacolati da agenti del Servizio di Sicurezza dello Stato durante perquisizioni nel edificio del Parlamento (Verchovna Rada).
Lo scandalo corruzione e il partito di Zelensky
L’agenzia ha definito tale interferenza una “violazione diretta della legge”. In precedenza, Nabu e la Procura anticorruzione Sapo avevano scoperto, al termine di un’operazione sotto copertura, un “gruppo criminale organizzato” che includerebbe deputati attualmente in carica. Ai parlamentari viene contestato di aver ricevuto pagamenti illegali sistematici in cambio del loro voto su determinate decisioni. Sebbene non siano stati resi pubblici i nomi dei sospetti, fonti indicano che le indagini si concentrano su membri del partito “Servitore del Popolo”, la formazione dello stesso presidente Zelensky.
Il giornalista ucraino Mykhailo Tkach di Ukrainska Pravda ha riferito che, dopo l’iniziale blocco, agli investigatori è stato poi consentito l’accesso al quartiere governativo, dove sono stati effettuati arresti, anche se non direttamente nell’edificio parlamentare. L’episodio arriva in un momento particolarmente delicato per Zelensky: oggi è in programma il faccia a faccia con Trump per discutere un piano di pace mediato dagli Usa, che include garanzie di sicurezza per l’Ucraina, ricostruzione e questioni territoriali sensibili come il Donbass e la centrale nucleare di Zaporizhzhia. Nel frattempo, il Paese rimane sotto forte pressione militare: nella notte tra venerdì e sabato, la Russia ha lanciato un massiccio attacco con droni e missili su Kiev, causando vittime, feriti e blackout diffusi che minacciano la fornitura di riscaldamento in pieno inverno.
Lo scandalo corruzione si allarga
Lo scandalo attuale si inserisce in una serie di casi di corruzione che hanno già avuto conseguenze pesanti. A novembre, il capo di gabinetto di Zelensky, Andrij Jermak, ha rassegnato le dimissioni dopo essere stato coinvolto in indagini. Al centro di quel caso c’è un sistema di tangenti da 100 milioni di dollari nel settore energetico, legato al colosso statale Energoatom e orchestrato, secondo gli inquirenti, da Timur Minditsch, ex socio d’affari di Zelensky e cofondatore della sua vecchia casa di produzione televisiva Kvartal 95.
Minditsch, fuggito dal Paese e ora in Israele, è stato accusato di alto tradimento. Altri alti funzionari, tra cui ex ministri dell’Energia e della Giustizia, hanno lasciato i loro incarichi in seguito a queste rivelazioni. Sul tema della corruzione in Ucraina, negli ultimi giorni hanno fatto particolare eco le parole del figlio dell’ex presidente Usa, Hunter Biden, ex membro del board della società ucraina Burisma. Intervistato da Shawn Ryan, Hunter Biden ha dichiarato che l’Ucraina è al centro di una “corruzione incredibile”. “Ero molto, molto ingenuo riguardo a quello che è un nido di vipere l’Ucraina” ha affermato. “Che livello assoluto di corruzione, voglio dire, parliamo di un grado di corruzione che è ancora sconcertante”. E se lo dice lui…
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