Skip to content
Politica

Zelensky sanziona il Governo della Georgia. Un altro tentativo di compiacere la Ue

Zelensky sanziona Sogno Georgiano, accusandolo di vendere il destino del Paese alla Russia. Una mossa per avere l'approvazione Ue?

Da diverse settimane la Georgia è in preda al caos. Dopo le polemiche sull’esito delle elezioni dello scorso 26 ottobre, vinte dal Sogno Georgiano ma mai riconosciute dai partiti di opposizione, e soprattutto, dopo il recente annuncio del Primo Ministro Irakli Kobakhidze di voler sospendere l’adesione del Paese all’Unione Europea, migliaia di cittadini georgiani sono scesi per le strade di Tbilisi, e in molte altre città, per protestare contro questa decisione. Negli ultimi otto giorni, numerosi sono stati gli scontri con la polizia, così come gli arresti, per cui la tensione è massima, dato che, se non frenata, il rischio che degeneri in una vera e propria guerra civile è sempre più alto.

Da una parte la Corte costituzionale della Georgia ha ufficialmente bocciato il ricorso contro il risultato delle elezioni, presentato dalla Presidente Salomé Zourabichvili assieme ad altri 30 politici dell’opposizione, riconoscendo la vittoria del Sogno Georgiano e il voto come valido a tutti gli effetti. Dall’altra parte il Parlamento europeo ha dichiarato di volere, al contrario, respingere l’esito del voto, chiedendo che le elezioni vengano ripetute “entro un anno” a causa di presunte “interferenze”.

E poi interviene Zelensky…

Proprio in questa situazione difficile, inaspettatamente è intervenuto anche il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky che in video diffuso il 5 dicembre ha accusato il Sogno Georgiano di spingere il Paese verso la dipendenza dalla Russia e per questo ha annunciato sanzioni verso il fondatore del partito Bidzina Ivanishvili, il Primo Ministro Irakli Kobakhidze, il sindaco di Tbilisi Kakha Kaladze e altri 16 politici georgiani, a causa dei loro presunti legami con Mosca. “Queste sanzioni si rivolgono a quella parte di Governo georgiano che sta cedendo la Georgia a Putin”, ha infatti dichiarato Zelensky sui suoi canali ufficiali, motivando questa nuova mossa come una decisione per proteggere Georgia, Moldavia e Ucraina: “Non possiamo perdere nessuno in questa regione, né la Georgia, né la Moldavia, né l’Ucraina. Dobbiamo stare uniti e difenderci contro Mosca”, ha infatti aggiunto.

Le sanzioni, concretamente, consisteranno in blocchi sui beni personali, divieti di viaggio e altre limitazioni sul territorio ucraino e, d’altra parte, l’accostamento tra il destino della Georgia e quello di Ucraina e Moldavia, non sorprende poi molto, dato che è stato fatto ripetutamente anche dalla presidente Salomé Zourabichvili. Tuttavia, considerata l’attuale posizione dell’Ucraina, in grave difficoltà a causa delle perdite territoriali nel conflitto con la Russia, in preda al caos anche dopo le oltre 100.000 diserzioni tra le file dell’esercito nel solo 2024 – come ha recentemente riportato il Financial Times – ci si chiede quale sia il reale intento di Zelensky, nei confronti del Governo georgiano.

Il vero scopo è cercare l’approvazione dei partner Ue?

È quantomai improbabile che i membri del Sogno Georgiano siano attualmente intenzionati ad avviare rapporti economici con l’Ucraina nello stato attuale. Proprio per questo motivo, la mossa di Zelensky sembra piuttosto un tentativo di cercare, ancora una volta, l’approvazione dell’Unione Europea. Un’approvazione invocata da Vladyslav Vlasiuk, membro del Consiglio di sorveglianza ucraino che ha fatto a sua volta un appello nelle ultime ore: “Spero che i nostri partner supporteranno [questa iniziativa] con sanzioni verso coloro che hanno venduto il proprio popolo”, dove del resto lo stesso Zelensky ha invitato “Europa e America” a seguire il suo esmepio.

Tra i “partner europei”, i Paesi baltici non solo si trovano d’accordo con Zelensky, ma hanno anche anticipato la sua mossa, decidendo di sanzionare la Georgia già lo scorso lunedì 2 dicembre. Tuttavia, in un quadro generale in cui da più parti arrivano accuse d’ingerenze straniere, e dove l’accusa ucraina di “aver venduto il proprio popolo” lascia molte perplessità, sembra che il futuro della Georgia, stia – nei fatti – poco a cuore al Presidente ucraino, spinto piuttosto da interessi personali, per cercare di mettere il Paese caucasico, ancora una volta, in una posizione critica, negando la sua autonomia e la sua indipendenza.

Abbonati e diventa uno di noi

Se l'articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l'avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Lascia un commento

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto

Perché abbonarsi

Sostieni il giornalismo indipendente

Questo giornale rimarrò libero e accessibile a tutti. Abbonandoti lo sostieni.