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Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu è pronto a votare per una risoluzione redatta dalla Gran Bretagna che condanna l’Iran per aver violato un embargo sulle armi da parte delle Nazioni Unite fornendo missili e droni ai ribelli sciiti nello Yemen, con impegno futuro ad azioni sanzionatorie nei confronti di Teheran. Come riportato da Haaretz, l’ambasciatore del Kuwait presso le Nazioni Unite, Mansour Al-Otaiba, attuale presidente del Consiglio di Sicurezza, ha detto ai giornalisti:”Stiamo ancora lavorando al testo, ma l’intenzione è di adottarlo lunedì mattina”.

Il progetto deve essere approvato entrro oggi, altrimenti si dovrà tornare al punto di partenza. Il testo prevede il rinnovo delle sanzioni dell’Onu all’Iran per il coinvolgimento nella guerra in Yemen e il rinnovo del mandato agli esperti indipendenti che ne controllano l’attuazione. Ma c’è una novità importante. Stando alle prime indiscrezioni, i criteri per l’applicazione delle sanzioni includeranno “qualsiasi attività relativa all’uso di missili balistici nello Yemen”. La risoluzione, come di consueto, avrà bisogno di nove voti favorevoli e soprattutto dell’assenza del veto da parte di uno dei membri permanenti del Consiglio di Sicurezza. Pertanto, tutti aspettano cosa deciderà la Russia che, in questi anni, ha sempre sostenuto la politica iraniana sia in Siria che in Yemen contrastando la scelte innescate da Washington.

L’ambasciatore russo al Palazzo di Vetro,Vassily Nebenzia, ha già detto che la delegazione russa si è fortemente opposta al progetto, affermando che l’eventuale risoluzione dovrebbe riguardare soltanto il rinnovo del lavoro degli esperti che monitorano le sanzioni sullo Yemen, senza condannare l’Iran. Una scelta che rientra in quella sinergia che è nata in questi anni fra Mosca e Teheran, in particolare in Siria, e che per il Cremlino significa soprattutto una limitazione dell’influenza del blocco occidentale in Medio Oriente. “Non ci piace affatto la condanna, in generale”, ha detto a Reuters  Nebenzia. “La risoluzione riguarda lo Yemen”, ha detto. “È una risoluzione sull’estensione del gruppo di lavoro, non sull’Iran. Quindi dovremmo concentrarci sull’estensione del gruppo di lavoro”.

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno dichiarato, in un rapporto elaborato a gennaio, di aver identificato i resti di alcuni missili iraniani e altre attrezzature introdotte nello Yemen che sono stati lanciati in Arabia Saudita dopo l’embargo sulle armi del 2015. Ma gli esperti hanno anche detto di non avere “alcuna prova sull’identità del fornitore o di terzi intermediari” dei missili lanciati dagli Houti nella vicina Arabia Saudita, dicendo solo che l’Iran avrebbe violato il blocco non riuscendo a prevenire che missili e droni raggiungessero le basi degli Houti. In pratica l’accusa è quella di una negligenza e non di un vero e proprio invio di armi in Yemen.

Da un punto di vista pratico, è probabile che la risoluzione non venga approvata a causa del veto imposto dalla Russia. Dal punto di vista politico, invece, la risoluzione è evidentemente l’ennesimo tentativo del blocco legato agli Stati Uniti di imporre nuove sanzioni nei confronti di Teheran. L’amministrazione Trump ha intrapreso da subito una forte politica anti-iraniana e l’ambasciatrice Usa alle Nazioni Unite, Nikki Haley, è costantemente impegnata a introdurre nuove sanzioni o imporre discussioni su nuove decisioni dell’Onu contro l’Iran e i suoi alleati.

Nel frattempo, la guerra in Yemen, una vera e propria proxy war fra Iran e Arabia Saudita, è diventata una catastrofe umanitaria. I bombardieri sauditi continuano a colpire le postazioni Houti e le città in mano ai ribelli, mentre i contractors e i soldati dei Paesi africani alleati di Riad fungono da combattenti sul campo. I ribelli sciiti non desistono e, allo stesso tempo, le forze speciali Usa combattono la loro personale guerra contro le postazioni dei terroristi di al-Qaeda. I morti sono migliaia e il colera continua a mietere un numero enorme di vittime nel silenzio generale. La Croce Rossa parla di un milione di casi di colera, la peggiore epidemia di questo male nella storia. Eppure sembra che questi morti non siano importanti quanto altri.

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