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Politica

Il cuore dell’Iran zoroastriano pulsa tra torri del vento di Yazd

Nel cuore profondo dell’Iran sorge l’antica città di Yazd, centro di circa 420.000 abitanti che con la sua architettura testimonia tanto la capacità delle genti che si sono succedute nel corso dei secoli nella regione di adattarsi alle sue ostili...

Nel cuore profondo dell’Iran sorge l’antica città di Yazd, centro di circa 420.000 abitanti che con la sua architettura testimonia tanto la capacità delle genti che si sono succedute nel corso dei secoli nella regione di adattarsi alle sue ostili condizioni climatiche quanto la ricchezza culturale e storica del Paese che è l’erede dell’antica Persia: proprio a Yazd, infatti, vive concentrata la maggior parte della residua comunità zoroastriana dell’Iran, che affonda le sue radici nell’epoca del profeta Zarathustra, oltre sei secoli prima della nascita di Cristo e può a ben diritto ritenersi la più antica del Paese.

Yazd, la città delle “torri del vento”

L’architettura di Yazd parla della sua storia, non solo religiosa: parla della storia della battaglia quotidiana che una città ha combattuto, nel corso dei secoli, per sopravvivere alle asperità dell’arido deserto  salato del Dasht-e-Kavir e di quello sabbioso del Dashboard-e-Lut che, assieme alla catena dei Monti Zagros, la circondano.





Come ha scritto Annalisa Perteghella su Q code magazine“la prima anima della città è quella legata alla sua natura di città del deserto: Yazd con il suo dedalo di vie che corrono tra muri a secco fatti di sabbia e argilla che si colorano di rosa al tramonto; Yazd con i suoi minareti turchesi che si stagliano a segnare la distanza tra cielo e terra, in un’armonia di ocra e celeste; Yazd con i suoi badgir, le torri del vento, sofisticati sistemi di ventilazione che  — mirabolante esempio di ingegno architettonico —  sfruttano le correnti d’aria per portare refrigerio nelle torride estati del deserto; Yazd con i suoi qanat, altrettanto mirabolanti esempi di ingegneria idraulica che permettono — da più di duemila anni — di convogliare l’acqua sotterranea in superficie”.

Tale capacità di resilienza ha reso la città il cuore pulsante di un’intensa attività commerciale fondata sulla tessitura della seta e sulla realizzazione dei celebri tappeti persiani, di cui già rendeva conto Marco Polo nel suo Milione: “Iadis è una cittade di Persia molto bella, grande, e di grandi mercatantie. Quivi si lavora drappi d’oro e di seta […] che si portano per molte contrade”.

Yazd, la roccaforte degli zoroastriani d’Iran

La città, riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco lo scorso anno, ospita oggi alcune migliaia di zoroastriani che in essa, come detto, hanno la loro roccaforte.

Come scritto da Gerard  Russell nel suo magistrale saggio Regni dimenticati, “oggi nel mondo restano meno di centomila zoroastriani. Ma il loro contributo alla religione mondiale, compresa la nostra, è assai più rilevante di quanto il loro numero lasci pensare. Secondo Nietzsche Zarathustra fu l’inventore della morale. Per certo sappiamo che secondo Zarathustra il mondo è formato dalla lotta incessante tra il bene e il male”.

Yazd testimonia le sue radici zoroastriane con il suo tempio del fuoco (Atash Behram) che custodisce un braciere ardente in continuazione dal 470 d.C. e con le sue “torri del silenzio“, strutture innalzate fuori dal perimetro urbano in cui, fino a pochi decenni fa, i morti della comunità venivano esposti.

L’Iran riconosce e tutela i diritti della comunità zoroastriana: la Repubblica Islamica la riconosce infatti entro il perimetro dei “Popoli del Libro” assieme ad ebrei e cristiani e ha assegnato ad essa un seggio specifico al Parlamento di Teheran. In ogni caso, la tutela effettiva delle minoranze religiose non appare scontata: nel 2017 c’è stata infatti una fase di aperto scontro tra il Consiglio dei Guardiani, che ha tentato di impedire ai membri delle minoranze di candidarsi alle elezioni cittadine e locali, e il Parlamento stesso, che ha approvato un disegno di legge che andava nella direzione opposta.

Come nel resto del Medio Oriente, le minoranze religiose rischiano, in diversi casi, di trovarsi vasi di coccio tra i vasi di ferro: gli zoroastriani hanno dalla loro il vantaggio di un radicamento millenario. Nell’architettura unica di Yazd essi potranno sempre trovare una città ospitale, una roccaforte in cui resistere anche ai periodi di più aperta tensione, che allo stato attuale delle cose appaiono ben al di là da venire.

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