Una missione di quattro giorni per sancire un memorandum d’intesa con l’Italia. È questo l’obiettivo principale di Xi Jinping, che si tratterrà nel nostro Paese dal 21 al 24 marzo. L’agenda di Xi è fittissima e già delineata. Nei primi due giorni il presidente della Cina sarà a Roma, quindi si sposterà a Palermo prima di partire per la Francia. L’arrivo del presidente cinese divide l’opinione pubblica. Da una parte c’è chi teme l’ascesa del leader di una nazione che si candida a sostituire gli Stati Uniti al vertice dello scacchiere globale. Dall’altra non mancano quelli che sostengono che avere un buon rapporto con Pechino – e quindi con Xi – porterebbe benefici economici. Ma chi è davvero Xi Jinping? Da dove viene? Ma soprattutto qual è la sua idea di futuro?

La biografia di Xi

Xi Jinping è stato definito dal The Economist “l’uomo più potente del mondo”. Eppure, per arrivare al vertice, Xi ha masticato filo spinato e fatto una lunga gavetta. La storia del Presidente cinese è un concentrato di realtà e mito. Non si conoscono con certezza luogo e data di nascita, tanto che circolano due versioni. Secondo alcuni Xi sarebbe nato a Pechino nel 1953, per altri nella provincia dello Shaanxi. Il futuro Presidente cinese è un “principe rosso” e discende da una famiglia di eroi che combatterono al fianco di Mao Zedong. Xi è il terzo figlio di Xi Zhongxun, che fu protagonista della Lunga Marcia dal 1934 al 1936. L’infanzia di Xi trascorre nelle scuole frequentate dall’élite del partito. Agli inizi degli anni ’60 il padre cade in disgrazia e finisce in prigione. Xi abbandona gli studi e viene spedito in campagna per volere di Mao. Nel 1974 entra nel Partito Comunista e inizia la scalata che lo porterà a diventarne Segretario nel 2012 e Presidente della Cina nel 2013. Nel frattempo, nel 1987, sposa in seconde nozze Peng Liyan, famosa artista e cantante cinese.

Il sogno cinese e la rinascita di una nazione

La parola d’ordine di Xi Jinping è “sogno cinese”. Xi vuole riportare la Cina al centro del mondo, dove era stata per millenni prima che l’Occidente prendesse il sopravvento. Cancellare il ‘900 è l’imperativo del governo cinese, che si è impegnato a colmare il gap con politiche riformiste. Il sogno cinese è una narrazione che identifica l’aspirazione del popolo con quella della Cina. Migliorare la qualità della vita nel caso degli individui; diventare lo Stato numero uno al mondo per lo Stato. Le due affermazioni sono strettamente legate, perché la realizzazione della prima è consequenziale alla seconda. Per stabilire ordine all’interno del Partito Xi non ha esitato a fare pulizia di elementi corrotti e fuorvianti, anche se qualcuno ha sottolineato come il Presidente abbia in realtà utilizzato le campagne anticorruzione per eliminare gli oppositori. Inoltre, con l’abolizione dei due mandati, Xi si candida a essere uno dei più longevi presidenti della Cina. Nessuno – o quasi – può mettergli il bastone tra le ruote.

“L’amministratore delegato” del partito cinese

Il pensiero di Xi Jinping è stato inserito all’interno della Costituzione cinese, proprio come accaduto per Mao Zedong, che molti associano all’attuale presidente. L’accostamento non è in realtà corretto, proprio per il differente contesto storico tra l’epoca attuale e quella in cui visse il Grande Timoniere. Mao esercitava il suo potere indipendentemente dal partito, mentre Xi è anima e cuore del Partito comunista cinese. Che oggi si è istituzionalizzato e presenta una struttura più complessa. L’attuale presidente cinese può essere paragonato a un amministratore delegato e il partito a un’azienda. Così Xi Jinping intende governare la Cina. L’ideologia, invece, non è più quella marxista, che rimane in vita solo nei riti e in certi frammenti politici. Xi si affida piuttosto a un mix di nazionalismo, confucianesimo e socialismo di Stato, seguendo la scia riformista inaugurata da Deng Xiaoping. Non per nulla il cavallo di battaglia del sogno cinese si chiama Nuova via della Seta, un mastodontico progetto economico che intende collegare la Cina a Europa e Africa mediante infrastrutture e relazioni commerciali. Proprio questo sarà uno dei temi che verranno affrontati nei prossimi giorni a Roma.