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Dalla guerra in Ucraina al Covid passando per le relazioni tra Europa e Cina. Emmanuel Macron e Xi Jinping sono stati impegnati in una lunga telefonata sui temi più caldi del momento. Il piatto forte non poteva che essere il conflitto ucraino, dove la Russia, principale alleato politico ed economico di Pechino, è impegnata nella sua “operazione militare speciale”.

A differenza di quanto non si possa pensare, e a differenza dei molteplici e recenti contatti avvenuti tra Macron e Vladimir Putin, il tentativo diplomatico del presidente francese ha prodotto una promettente e potenziale fumata bianca. Una nota diffusa dall’Eliseo ha infatti precisato che i due capi di Stato hanno “ricordato il loro legame al rispetto dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina” e “hanno condiviso l’urgenza di giungere ad un cessate il fuoco“.

Integrità territoriale dell’Ucraina e urgenza di arrivare quanto prima ad un cessate il fuoco: sono i due punti cercati con insistenza dalla comunità internazionale, e fino a questo momento rimasti soltanto un miraggio. Resta soltanto da capire se (ma anche quando e come) le parole spese dai due leader si tramuteranno in fatti.



Il tappeto rosso di Xi

Per quanto riguarda l’Ucraina, Xi e Macron hanno convenuto che tutte le parti interessate dovrebbero sostenere la Russia e l’Ucraina per ripristinare la pace attraverso i negoziati. I media cinesi insistono su questo aspetto. In particolare, Cctv ha sottolineato che la Cina “ha promosso colloqui di pace a modo suo” e supporta i Paesi europei nel prendere in mano la sicurezza dell’Europa. “Dobbiamo essere particolarmente vigili sui confronti tra gruppi, che rappresenteranno una minaccia più grande e più duratura per la sicurezza e la stabilità globali”, ha aggiunto il network statale cinese.

La sensazione è che Pechino stia cercando di far capire all’Europa che la questione ucraina dovrebbe essere gestita in prima battuta da Bruxelles e non da Washington. Ricordiamo che fino a questo momento l’Ue ha dimostrato di avere un peso specifico ridotto, sicuramente molto meno importante di quello incarnato dagli Stati Uniti.

Da questo punto di vista, Xi ha provato a stendere un piccolo tappeto rosso all’Europa, incoronando idealmente Macron a interlocutore prediletto cinese dell’Ue. Vedremo se l’input del Dragone avrà esiti rilevanti. Certo è che l’apertura – seppur timida – di Pechino all’Europa non può trovare la sponda favorevole di Mosca.

La guerra in Ucraina e gli altri temi sul tavolo

Secondo quanto reso noto dall’Eliseo, Macron è quindi tornato sulla drammatica situazione dell’Ucraina. I due presidenti hanno concordato che dovrebbero essere sostenuti tutti gli sforzi volti a fornire sostegno umanitario alla popolazione ucraina. Inoltre hanno discusso del rischio di una crisi alimentare e della risposta proposta dalla Francia nella forma dell’iniziativa Farm (Food and Agriculture Resilience Mission).

Nel corso della lunga conversazione, Xi si è poi congratulato con Macron per la rielezione all’Eliseo ed ha espresso “l’auspicio di proseguire il partenariato strategico franco-cinese“. In quanto presidente di turno dell’Ue, Macron ha poi insistito sull'”importanza” di riequilibrare le relazioni euro-cinesi “verso una maggiore reciprocità”.

Nello specifico, Macron ha insistito sull’importanza di progredire verso un riequilibrio delle relazioni eurocinesi nella direzione di una maggiore reciprocità e ha manifestato soddisfazione per la ratifica da parte della Cina delle due convenzioni fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro sulla lotta al lavoro forzato, che dovrebbe ora essere pienamente attuata in tutta la Cina, in particolare nello Xinjiang. I due Capi di Stato hanno convenuto di approfondire i progetti reciproci nei settori dell’aeronautica e del nucleare civile.

Riguardo alla circolazione del Covid-19 in diverse province cinesi, Macron ha espresso la solidarietà della Francia e ha invitato le autorità cinesi a tenere conto delle preoccupazioni della comunità francese, in particolare del mantenimento della connettività aerea con la Francia, l’autorizzazione al viaggio negli aeroporti e la tutela dell’interesse superiore dei minori evitando, in ogni caso, di separarli dai genitori.

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