È il nome a sorpresa che il centrodestra moderato, almeno quello europeo, attendeva da anni. La personalità che può sconvolgere i piani di riconferma di Emmanuel Macron. Forse non se lo aspettavano neppure i Repubblicani, che sono arrivati davanti al primo turno delle elezioni regionali francesi del 2021. Il merito non è tutto di Xavier Bertrand, che deve dividersi il risultato con il vento che tira in Europa e che inizia a spirare pure in Francia. Ma dal colpo subito da Francois Fillon in poi, azzoppato a sorpresa durante la campagna elettorale che ha portato Macron ed En Marche! all’Eliseo, Les Republicains non avevano più avuto un leader spendibile per lo scranno più alto (e forse manco per quelli intermedi). Con un particolare: Bertrand, sino a prova contraria, non appartiene neppure ai gollisti: ha scelto l’indipendentismo in polemica con l’opzione Laurent Wazquiez, che guardava troppo a destra per i gusti di Bertrand. A questo punto, il politico francese potrebbe decidere di rientrare nelle fila repubblicane, che ovviamente lo accoglierebbero a braccia aperte, oppure tentare un’operazione simile a quella che fece Macron quattro anni fa: scavalcare le logiche partitiche con una lista personale.

La situazione dopo il primo turno delle regionali

Il politico francese, che è comunque in area repubblicana, se la vedrà al secondo turno contro il candidato lepenista nella Regione di Hauts-de-France. Non è detto che vinca, però il fatto che i macroniani abbiano lanciato un appello affinché il loro elettorato voti in funzione anti-lepenista, cioè per Bertrand, lascia ben sperare. Se dovesse vincere l’elezione, il presidente di Hauts-de France sarebbe il candidato in pectore per l’Eliseo. Il gesto del partito di Macron in favore dei Repubblicani non era assodato: significa – come avevamo già sottolineato – che dal centrosinistra si aspettano il medesimo atteggiamento dai Repubblicani nel caso in cui il ballottaggio presidenziale del prossimo anno fosse tra il presidente della Repubblica in carica e Marine Le Pen. E questa scelta è avvenuta nonostante la stratigrafia elettorale suggerisca che la migrazione dei consensi sia avvenuta proprio da Macron ai Repubblicani. L’elettorato di centro, insomma, torna a guardare verso il centrodestra.

La scia positiva del risultato di Fillon

Alle elezioni presidenziali manca un anno. Marine Le Pen, prima delle regionali, era data in testa da buona parte dei sondaggi. Sembrava naturale che la sfidante di Macron fosse la figlia di Jean-Marie, in specie dopo il restyling del Front National, che è ora divenuto un partito del tutto post-ideologico, col nuovo nome – Rassemblement National – e la nuova piattaforma programmatica. Tornare a cinque anni fa, però, aiuta a comprendere come mai tutta quella “naturalezza” d’analisi non fosse troppo giustificata. Prima del “Penelopegate”, Francois Fillon era dato come probabile vincitore al traguardo del primo turno presidenziale. Il resto è cronaca politica sì, ma anche giudiziaria. Nonostante la batosta, Fillon arrivò dietro alla Le Pen per un solo punto percentuale. Vuol dire che già cinque anni fa l’elettorato moderato avrebbe potuto prevalere. Certo, nel mezzo ci sono stati più appuntamenti elettorali, e i lepenisti hanno spesso convinto più dei Repubblicani. Ma forse solo fino all’avvento sul piano nazionale della leadership di Bertrand, che rischia di riuscire a segnare il punto che è mancato a Fillon. Macron, dal canto suo, deve sperare che le regionali non abbiano intaccato la sua di leadership.

Chi è Xavier Bertrand

Quando si parla di Xavier Bertrand, viene spesso citata l’ex appartenenza (peraltro non più attuale) al Grande Oriente di Francia. Si tratta di un dettaglio non sufficiente a descrivere tanto l’uomo quanto il politico. Il fatto che sia vicino alla corrente repubblicana del “gollismo sociale” – quello sì – è un elemento utile: in Italia diremmo che Bertrand è un democristiano, la stessa definizione che era valsa per Francois Fillon, che però era noto pure per avere posizione filo-russe in politica estera. Il presidente della Hauts de France ha iniziato a calcare la scena politica da giovanissimo. Bertrand non è un membro della società civile, ma un politico di professione. Non è un cattolico oltranzista, ma in bioetica, che è uno dei veri fronti tramite cui è ormai più semplice distinguere il centrodestra dal centrosinistra, ha spesso triangolato con le posizioni proprie del campione pro life francese, ossia l’arcivescovo di Parigi Michel Aupetit. Per il resto, il presidente della Hauts – de – France rappresenta per idee e tipologie di ricette la destra liberale anti-assistenzialista ed anti-statalista. Ha un carisma per cui ipotizzare che proceda con una lista personale non può essere escluso.

 

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