Lo scandalo delle mail rubate al Comitato Nazionale Democratico, diffuse da Wikileaks, sarebbe un’azione guidata dalla Russia per favorire Donald Trump e mettere in difficoltà la candidata democratica, Hillary Clinton. Così, con un’accusa degna di una spy story, Robby Mook, il capo della campagna elettorale della Clinton, cerca di rimediare all’imbarazzo dei democratici, dopo la pubblicazione da parte di Wikileaks di quasi 20mila email, che mostrano come la leadership del partito abbia cercato di favorire in tutti i modi la candidatura della Clinton, rispetto a quella di Bernie Sanders, attraverso una serie di stratagemmi e di operazioni mediatiche volte a screditarlo.Per approfondire: Hillary Clinton, dea della guerraIl contenuto delle migliaia di mail che i vertici del partito si sono scambiati tra loro, ha già inchiodato Debbie Wasserman, la presidente del Comitato nazionale democratico (Dnc) che ha già annunciato che rassegnerà le proprie dimissioni al termine della convention di Philadelphia. Proprio Sanders, le cui lamentele e accuse rivolte nei mesi scorsi al partito democratico hanno trovato conferma nel contenuto delle mail, ha chiesto alla Wasserman di dimettersi. Le email pubblicate alla vigilia dell’apertura dell’evento che incoronerà ufficialmente la Clinton come candidata democratica alla presidenza degli Stati Uniti, però, pesano come un macigno sulla convention di Philadelphia che sarà, quindi, la convention di un partito che non avrà nulla da “invidiare”, quanto a spaccature interne, al Partito Repubblicano.Forse per questo, il capo della campagna elettorale della Clinton si è affrettato a gridare al complotto internazionale anziché commentare il contenuto delle conversazioni diffuse da Wikileaks. Lo staff della Clinton, infatti, è passato all’attacco sostenendo che siano stati “due agenti segreti russi” a penetrare nei server del Partito democratico, per minare la campagna elettorale della ex first lady ed aiutare Donald Trump a vincere le elezioni presidenziali. “Attori statali russi sono entrati dentro il Comitato Nazionale Democratico, hanno rubato le e-mail”, ha affermato Mook, “e altri esperti ci dicono che le stanno mettendo in giro per aiutare di fatto Donald Trump”. Secondo il responsabile della campagna elettorale della Clinton, l’operazione sarebbe stata orchestrata alla vigilia della convention proprio per creare il massimo danno alla candidata democratica, e avvantaggiare il tycoon, che più volte si è pronunciato contro la Nato, contro l’Ue e gli aiuti all’Ucraina, e, in più di un’occasione, a sostegno di Putin.Per approfondire: “Con Clinton presidente sarà guerra mondiale”Wikileaks ha subito rispedito le accuse al mittente in un tweet, e via Twitter è intervenuto anche Donald Trump, il candidato repubblicano, che oggi è passato avanti nei sondaggi rispetto alla Clinton. “La nuova barzelletta in città è che i russi hanno trafugato le mail del Dnc perché io piaccio a Putin”, ha scritto il candidato repubblicano sul social network. Intanto, stasera sarà Michelle Obama ad aprire la convention democratica alla quale interverrà anche Bernie Sanders. I riflettori saranno quindi puntati anche sull’ex sfidante della Clinton, la cui campagna elettorale, secondo quanto è emerso dal contenuto delle email partite dagli account dei sette massimi dirigenti del partito, nel periodo compreso tra gennaio del 2015 e maggio 2016, è stata, di fatto, sabotata per favorire l’ex first lady.

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