La seconda visita di Stato di Donald Trump nel Regno Unito ha offerto l’occasione per un rilancio senza precedenti della cosiddetta special relationship. A Chequers, il presidente americano e il premier britannico Keir Starmer hanno firmato un accordo che unisce investimenti massicci in intelligenza artificiale, energia nucleare e infrastrutture tecnologiche, per un valore di 150 miliardi di sterline, parte di un pacchetto complessivo che raggiunge i 250 miliardi. Si tratta di una vera e propria iniezione di capitale destinata a trasformare il Regno Unito in hub privilegiato per i capitali statunitensi in Europa.
Londra come piattaforma strategica
Starmer ha presentato la Gran Bretagna come destinazione naturale per gli investimenti americani, puntando sui settori di punta: tecnologia, finanza, energia. Con il supporto di colossi come Microsoft, Nvidia e OpenAI, Londra spera di guadagnare un vantaggio competitivo nell’Ia e nel nucleare civile, in un momento in cui l’Europa è alla ricerca di autonomia energetica e di nuove filiere tecnologiche per non restare schiacciata tra USA e Cina. Per Trump, questa partnership è una vittoria diplomatica che rafforza l’immagine di un’America capace di stringere accordi vincenti per la propria economia e per la sicurezza dei suoi alleati.
La cornice geopolitica: Ucraina e Gaza
Sul piano politico, i due leader hanno affrontato i nodi più caldi: la guerra in Ucraina e il conflitto a Gaza. Trump ha dichiarato la sua frustrazione per Vladimir Putin, ammettendo che la guerra si sta rivelando più difficile da risolvere di quanto sperasse. Starmer ha rincarato la dose, definendo Putin un leader che “non vuole la pace” e chiedendo maggiore pressione internazionale. Sul fronte energetico, Trump ha rilanciato la sua linea dura: ridurre l’acquisto di petrolio russo per indebolire il Cremlino, una strategia che avrebbe profonde conseguenze economiche per l’Europa.
Unico punto di frizione tra i due è la questione palestinese: Londra ha riconosciuto lo Stato di Palestina, una decisione che Trump non condivide ma che non ha rovinato il clima cordiale della visita. Entrambi hanno comunque convenuto sulla necessità di una roadmap per la pace e sulla liberazione immediata degli ostaggi di Hamas, segnale di una volontà comune di non lasciare il dossier mediorientale senza guida politica.
La cornice del banchetto di Windsor
La visita è stata anche un grande evento mediatico: banchetto a Windsor con la famiglia reale e i grandi nomi del capitalismo globale – da Tim Cook a Jensen Huang e Sam Altman – per celebrare non solo l’alleanza politica ma anche l’integrazione economica tra le due sponde dell’Atlantico. Il messaggio è chiaro: USA e UK intendono giocare un ruolo di leadership nell’economia dell’innovazione, trasformando la “relazione speciale” in motore di crescita per l’intero mondo occidentale.
Un segnale all’Europa e alla Cina
L’intesa tra Trump e Starmer lancia un messaggio duplice: all’Europa, che resta dipendente dai capitali e dalla sicurezza americana, e alla Cina, che vede consolidarsi un fronte tecnologico transatlantico in grado di competere su AI e microchip. È anche un avvertimento a Mosca: Washington e Londra restano allineate nella volontà di contenere l’aggressione russa. In un mondo sempre più frammentato, l’asse anglo-americano si propone come pilastro dell’ordine occidentale.

