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Mentre la compagine socialista di Pedro Sanchez, in alleanza con Podemos, cerca di costruire un governo dalla dubbia stabilità, Vox punta gli occhi sul parlamento. Durante le nomine al comitato di sorveglianza del parlamento, il partito di destra è riuscito ad ottenere uno dei quattro seggi di vicepresidenza, composto nel complesso da nove rappresentanti di partito: risultato inaspettato alla vigilia delle elezioni spagnole. Tale seggio è stato affidato al parlamentare Ignacio Gil Lazaro.

Il potere del comitato di sorveglianza

Il possesso di un singolo seggio all’interno della commissione in realtà non attribuisce un valore effettivo alla nomina. Dovendo discutere l’ammissibilità o meno di una legge nelle aule parlamentari, la compagine di minoranza di Vox non permetterebbe il blocco o il passaggio di una discussione parlamentare senza l’accordo con le altre forze politiche. Tuttavia, essendo il comitato la rappresentanza ufficiale del parlamento verso l’estero, la presenza di Vox affida al partito quella rilevanza internazionale che fino a poco tempo fa sembrava impossibile da raggiungere.

La possibilità inoltre di muoversi in un palcoscenico molto più rilevante, proprio mentre la coalizione di sinistra sta faticando a mettere in piedi un esecutivo credibile, è molto importante anche in chiave propagandistica. Portare avanti le proprie battaglie non solo nell’aula parlamentare ma anche in commissione, potrà tornare utile soprattutto durante l’approvazione delle leggi che possano essere particolarmente sgradite al popolo e che vedrà in Vox l’unico proprio difensore. Ecco il vero valore del seggio di vicepresidenza al comitato di sorveglianza.

Un chiaro messaggio alla Catalogna

Mentre Sanchez continua a cercare il dialogo con i gruppi separatisti per ottenere i seggi che mancano per arrivare alla maggioranza, Vox ha dichiarato fermamente la sua posizione: la Spagna è unica e indivisibile. Porre Vox nel mezzo della bolgia parlamentare non significa solo garantirsi aspra battaglia verso l’irridentismo catalano, ma anche controbilanciare l’accresciuto potere dei partiti separatisti in caso di accordo con Sanchez. Una mossa dunque studiata sino nei minimi particolari, forse sotto tacito accordo tra le forze socialiste e lo stesso Vox, con l’intenzione di ottenere entrambi il massimo risultato possibile.

L’ultima tornata elettorale ha segnato una svolta però nelle scelte spagnole, dando al partito sì un ruolo di minoranza all’interno del parlamento, ma con numeri non indifferenti che potranno svolgere il ruolo di discriminante durante le approvazioni delle leggi più controverse. Il recente riaccendersi della crisi indipendentista di Barcellona ha aiutato e non poco al risultato ottenuto da Vox, conquistando il cuore del patriottismo spagnolo. Con una salita nei consensi speculare a quella ottenuta da altri movimenti sovranisti, Vox sembra lanciato verso un futuro di rilievo all’interno delle dinamiche politiche del Paese. Nonostante la sua netta polarizzazione sulle questioni legate alla famiglia ed al ruolo della donna, nelle ultime settimane si è registrata una piccola apertura, chiaro sinonimo di discesa all’interno delle logiche di potere da parte del ceto dirigente del partito.

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